Giornata ricca di forti emozioni ieri a Montegrotto Terme in occasione del saluto della nostra comunità a Don Roberto e a Don Andrea sia durante la messa delle ore 11:00 in Duomo che durante il concerto organizzato dal coro interparrocchiale presso la chiesa di Mezzavia alla sera. Qui di seguito riporto il mio saluto.
Carissimo Don Roberto,
ci sono momenti nella vita di una comunità in cui le parole sembrano non bastare, in cui il peso del cuore supera la capacità della voce. Questo è uno di quei momenti.
Oggi ci ritroviamo qui non per celebrare una fine, ma per dire un forte grazie a Don Roberto, per la sua presenza nel nostro paese, per la sua guida spirituale alla nostra comunità, per il suo prezioso esempio quotidiano.
Quindici anni. Quindici anni in cui Don Roberto non è stato semplicemente il parroco di questa comunità, ma quindici anni in cui ha incarnato, giorno dopo giorno, con coerenza e coraggio, quel messaggio cristiano più puro e autentico che il Vangelo ci tramanda da duemila anni.
“Ero affamato e mi avete dato da mangiare, ero assetato e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi aveste vestito, malato e mi avete visitato” Don Roberto ha fatto di queste parole non una teoria, non una bella citazione domenicale, ma la bussola quotidiana del suo ministero. Ha portato Cristo nell’azione viva della quotidianità.
E lo ha fatto spesso andando controcorrente, con quella santità dell’inquietudine che appartiene ai veri testimoni del Vangelo. Non ha cercato il consenso facile, non ha inseguito le mode del momento. Ha cercato la verità, ha difeso gli ultimi, ha costruito ponti dove altri vedevano muri.
D’altra parte “Il Figlio dell’uomo non è venuto per essere servito, ma per servire” . E Don Roberto ha servito questa comunità con dedizione totale, con umiltà profonda, con grande disponibilità, con amore incondizionato.
Per me, come Sindaco di Montegrotto Terme, avere l’onore e la responsabilità di guidare questa città sapendo di avere al fianco Don Roberto è stato un privilegio inestimabile. Non è stata solo una collaborazione istituzionale tra Chiesa e amministrazione comunale. Per quanto mi riguarda è stata una scuola di vita, una palestra di umanità, un cammino di crescita personale che va ben oltre la dimensione politica.
Don Roberto è stato per me, e sono certo anche per tanti altri amministratori e cittadini, uno stimolo costruttivo costante, una voce critica quando necessario, ma sempre ispirata dall’amore per il bene comune. Mi ha insegnato che governare non significa solo amministrare risorse o prendere decisioni tecniche, ma significa prendersi cura delle persone, specialmente di quelle più fragili, più vulnerabili, più bisognose.
La sua pazienza nei miei confronti – e confesso che probabilmente ce n’è voluta tanta! – i suoi preziosi suggerimenti, il suo sano spirito critico mi hanno aiutato a diventare un sindaco migliore, ma soprattutto una persona migliore. Risvegliando senza ombra di dubbio un lato cristiano che non va messo sotto le urgenze quotidiane, le preoccupazioni materiali come troppo spesso accade
E qui, permettetemi una confidenza pubblica, in questi anni, partecipando quasi sempre insieme alla Vicesindaca Betty a tante cerimonie religiose, a tanti funerali, abbiamo sviluppato una sorta di… giuria critica. Con la vicesindaca ci scambiavamo occhiate complici durante le omelie, e alla fine, inevitabilmente, davamo i voti alla predica di Don Roberto. Lo posso dire pubblicamente che Don Roberto non è mai sceso sotto l’8 e mezzo, ma la media era stabilmente sul 9! A volte ci scappava un bel 10!
Non è adulazione, è merito puro. Lo abbiamo riscontrato tutti questo dono straordinario di Don Roberto di prendere le Sacre Scritture, la Parola di Dio e calare il Vangelo nella vita quotidiana delle persone, renderlo comprensibile, attuale, vibrante. Non è abilità di tutti parlare ai cuori semplici e alle menti colte con la stessa efficacia. Trasporre alti ideali e toccare le corde più intime senza mai risultare invadente sia durante la messa di Natale così come al funerale di qualche concittadino con poche persone presenti e che magari in vita era ai margini. Diciamocelo, le omelie di Don Roberto sono capolavori di comunicazione evangelica: incisive, concrete, profonde. Un equilibrio raro, spesso difficile da trovare. E questo è un dono che ha reso accessibile a tutti la ricchezza del messaggio cristiano, rivelandone tutta la profondità. Dopo ogni celebrazione si usciva sicuramente più ricchi spiritualmente.
Perché Don Roberto è stato questo per Montegrotto Terme: una luce.
Ma Don Roberto non si è limitato alla dimensione spirituale, per quanto fondamentale. Ha avuto il coraggio della concretezza, il coraggio di trasformare la fede in opere tangibili, visibili, rivoluzionarie. Penso alla missione dell’accoglienza dei profughi, penso alla tenacia nella gestione degli asili paritari, alle tante convenzioni che abbiamo messo in atto, alla illuminazione del nostro splendido Duomo, penso allo slancio nella creazione Comunità Energetica Solidale: un progetto visionario, coraggioso, che fa di Montegrotto Terme un esempio che fa scuola per tanti comuni
E poi c’è stata la grande collaborazione in seno al rifacimento della nuova scuola Don Milani a Turri. Quando l’emergenza improvvisamente si è presentata, quando i nostri bambini rischiavano di rimanere senza spazi adeguati, Don Roberto non ha esitato un attimo. Ha aperto gli spazi parrocchiali, ha messo a disposizione le strutture della comunità, ha dimostrato che la Chiesa è prima di tutto servizio al territorio, accoglienza e investimento sul futuro. Non erano solo mura e banchi: era un messaggio potente di comunità che si prende cura dei suoi figli, di istituzioni che collaborano per il bene comune, di fede che si fa concreta nel quotidiano. Senza il suo coraggio, senza la sua generosità, l’Amministrazione Comunale avrebbe fatto molta più fatica ad affrontare quell’emergenza improvvisa e non solo quella. Grazie Don Roberto perchè ci hai teso la mano quando ne avevamo più bisogno, e questo non lo dimenticheremo mai.
Un doveroso e sentito saluto voglio darlo anche a Don Andrea, che ora proseguirà la sua missione a Galzignano Terme. Anche a lui va la nostra profonda gratitudine per quanto ha saputo donare alla nostra comunità, per la sua dedizione, per il suo impegno accanto a Don Roberto in questa opera di evangelizzazione e di carità. Nonostante la sua giovane età è stato per noi un importante punto di riferimento e siamo felici che continui ad abitare tra di noi.
E tu, caro Don Roberto, oggi tu lasci Montegrotto Terme per raggiungere la comunità di Legnaro, la distanza fisica ci rattrista, non lo nego. C’è una profonda tristezza in questo momento, quella tristezza che accompagna ogni separazione da una persona cara, da una guida preziosa, da un amico sincero. Ma questa tristezza è temperata dalla gratitudine immensa per tutto ciò che tu ha seminato in questo territorio.
Ci hai insegnato che essere cristiani significa agire, non solo credere. Significa sporcarsi le mani con la realtà, scendere nelle periferie esistenziali, abbracciare coloro che tutti scartano.
Don Roberto in qualità di Sindaco, ma soprattutto come uomo e come cristiano sempre alla ricerca e in cammino, voglio ringraziarti dal profondo del cuore. A nome mio e dell’intera Montegrotto Terme. Grazie per aver creduto in noi, per aver sperato con noi, per aver amato questa terra e le persone che vi abitano e lavorano. Grazie per aver avuto il coraggio delle scelte concrete, grazie per aver trasformato la fede in progetti tangibili, grazie per aver dimostrato che il Vangelo non è un libro polveroso ma una forza trasformante che può cambiare il presente e costruire il futuro. Ovunque andrai, Don Roberto, porta con te il nostro affetto, la nostra stima, la nostra preghiera. E sappi che qui, a Montegrotto Terme, ci sarà sempre una porta spalancata per te, una comunità che ti ricorda con gratitudine, un popolo che porta nel cuore i tuoi insegnamenti. Quando tornerai a trovarci, se vorrai celebrare una Messa o tenere un’omelia, la Vicesindaca ed io saremo pronti con i nostri voti per la predica: ma sai già che sarà un 9 pieno, se non un 10 con lode!
Ti lasciamo con un piccolo dono, da parte di tutta l’amministrazione comunale che raffigura il volto del più grande rivoluzionario da cui dobbiamo tutti prendere spunto per contribuire ogni giorno a costruire la rivoluzione dell’amore e del bene.
Grazie, Don Roberto. Grazie di cuore. Grazie per tutto. Come ci ha insegnato anche questa mattina, cominciamo da subito a sviluppare un sentimento di lode al Signore: lo ringraziamo per averti conosciuto.
Riccardo Mortandello


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