Ciao Nadain

Con profondo e sincero cordoglio apprendiamo della scomparsa del nostro illustre concittadino Natalino Dalla Bona, figura emblematica della nostra comunità.
Natalino non era semplicemente un grande imprenditore o un cittadino benemerito; chiunque abbia avuto il privilegio di conoscerlo, anche solo per un breve momento, può testimoniare la straordinaria grandezza del suo cuore. Partendo da umili origini, con tenacia e visione ha costruito un impero che ha offerto opportunità di lavoro a innumerevoli famiglie, distinguendosi sempre per la sua immensa e discreta generosità.
Oggi Montegrotto Terme perde una delle sue colonne portanti. Ai figli Roberto e Sandro, giunga il mio personale cordoglio insieme a quello dell’intera cittadinanza, con la consolazione che Natalino ora riabbraccia l’amata Franca nell’eternità dei cieli.
La vita di Natalino meriterebbe di essere immortalata nella pietra, poiché rappresenta un fulgido esempio di sano dinamismo, intraprendenza, resilienza e determinazione nel perseguire i propri sogni. Con la sua sublime arte dolciaria è entrato nelle nostre case, mentre con il suo animo nobile ha conquistato un posto speciale nel cuore di ciascuno di noi.
Questo passaggio inevitabile dalla vita terrena lo proietta in una nuova dimensione e, nonostante il dolore della perdita e del distacco, è nostro compito onorarne la memoria celebrando le sue straordinarie qualità. Era sempre il primo ad arrivare in negozio e l’ultimo ad andarsene, persino negli ultimi giorni della sua vita. La sua capacità e tenacia nel combattere la malattia lo hanno reso ancor più un esempio da seguire. Il suo impegno non si limitava all’ambito imprenditoriale, ma si estendeva al campo della solidarietà, come testimonia il prestigioso riconoscimento recentemente conferitogli dall’AVIS di Montegrotto per la sua dedizione come donatore di sangue.
Impossibile non ricordare anche il suo attivo impegno politico come Assessore durante l’amministrazione Bellotto, caratterizzato da un’azione costante e appassionata per il bene della collettività.
Da oggi, Piazza Roma perde colui che, negli anni della trasformazione della nostra città, l’ha resa viva grazie all’attrattività della sua pasticceria, che ogni giorno richiama centinaia di persone. Custodirò nel profondo del mio cuore i saggi consigli che mi offriva durante le mie visite, le sue preziose indicazioni per migliorare la nostra amata Montegrotto e, soprattutto, conserverò il suo esempio di straordinaria generosità e sensibilità umana.
Oggi non cadono gocce di pioggia dal cielo, ma le lacrime di tutti noi. Ciao Nadain e grazie per tutto quello che hai fatto per la nostra comunità. 🌹 Riccardo


QUESITO 3 – Scheda grigia
«Abrogazione parziale di norme in materia di apposizione di termine al contratto di lavoro subordinato, durata massima e condizioni per proroghe e rinnovi»
Testo: «Volete voi che sia abrogato il d.lgs. 15 giugno 2015, n. 81, avente ad oggetto “Disciplina organica dei contratti di lavoro e revisione della normativa in tema di mansioni, a norma dell’articolo 1, comma 7, della legge 10 dicembre 2014, n. 183” limitatamente alle seguenti parti: Articolo 19, comma 1, limitatamente alle parole “non superiore a dodici mesi. Il contratto può avere una durata superiore, ma comunque”, alle parole “in presenza di almeno una delle seguenti condizioni”, alle parole “in assenza delle previsioni di cui alla lettera a), nei contratti collettivi applicati in azienda, e comunque entro il 31 dicembre 2024, per esigenze di natura tecnica, organizzativa e produttiva individuate dalle parti;” e alle parole “b-bis)”; comma 1-bis, limitatamente alle parole “di durata superiore a dodici mesi” e alle parole “dalla data di superamento del termine di dodici mesi”; comma 4, limitatamente alle parole “, in caso di rinnovo,” e alle parole “solo quando il termine complessivo eccede i dodici mesi”; Articolo 21, comma 01, limitatamente alle parole “liberamente nei primi dodici mesi e, successivamente,”?»
Il quesito propone di abrogare alcune delle regole vigenti sull’utilizzo dei contratti a termine, che li rendono stipulabili fino a 12 mesi senz’alcun obbligo di causali che giustifichino il lavoro temporaneo da parte del datore di lavoro, nemmeno in un eventuale giudizio. Tali norme erano state introdotte dalla riforma Jobs Act, attuata dal governo Renzi nel 2014. Nel caso in cui il referendum venisse approvato, l’obbligo di indicare il motivo del ricorso ad accordi a termine verrebbe nuovamente esteso anche ai contratti e ai rapporti di lavoro di durata inferiore ai 12 mesi e verrebbe eliminata la possibilità per le parti individuali coinvolte di individuare giustificazioni per la stipula, la proroga o il rinnovo di tali contratti, limitando così il ricorso agli accordi a tempo determinato.






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