Rassegna Montegrotto 2/6/25

Grande successo per “Frammenti di piombo e paillettes”: arte e memoria per il 45° anniversario della strage di Ustica

Grande successo ieri sera per lo spettacolo “Frammenti di piombo e paillettes”, che ha inaugurato dal punto di vista teatrale la nuova pedana di Piazza Roma. Un sentito ringraziamento va a tutte le persone che sono intervenute per commemorare il 45° anniversario della strage di Ustica, ma soprattutto alle ragazze e ai ragazzi di Agliana, in provincia di Pistoia, che insieme ai loro professori hanno interpretato in maniera magnifica lo spettacolo, regalando una serata di grande armonia e profonda riflessione sugli anni di piombo.

In questa giornata del 2 giugno, Festa della Repubblica Italiana, il ricordo si fa ancora più significativo: mentre celebriamo i valori democratici della nostra Costituzione, non dimentichiamo le vittime di quegli anni bui, i coniugi Lachina e tutti coloro che persero la vita nelle stragi degli anni di piombo. La memoria di quei drammatici eventi ci ricorda quanto sia preziosa la democrazia che oggi festeggiamo e quanto sia importante preservarla attraverso la cultura, l’arte e il ricordo condiviso.

Un evento che unisce passato e presente, memoria e speranza, nel segno dei valori repubblicani che oggi celebriamo.​​​​​​​​​​​​​​​​

Il libro della settimana

Javier Cercas

Il folle di Dio alla fine del mondo

«Ecco un folle senza Dio che insegue il folle di Dio fino alla fine del mondo.» Da questo attacco folgorante prende avvio un libro unico, che nessuno finora aveva avuto l’opportunità di scrivere. Il «folle senza Dio» è uno scrittore ateo e anticlericale, che si definisce laicista militante, mosso dal desiderio di parlare a tu per tu con papa Francesco, il «folle di Dio», come amava definirsi anche il santo di cui ha scelto il nome.

Ma oltre che unico, perché mai il Vaticano aveva aperto le sue porte a uno scrittore con tanta generosità, questo è un libro di notevole profondità, il racconto magistrale e personale che scaturisce dalla penna di un grande autore: quasi un thriller su quello che è il più antico mistero della storia dell’umanità.

È vero che esiste la vita dopo la morte? Nella forma narrativa che lo ha reso celebre, quella del «romanzo senza finzione», Javier Cercas cerca una risposta alla domanda che nessuno può fare a meno di porsi, fondendo in queste pagine le sue più intime ossessioni con una delle preoccupazioni fondamentali della società contemporanea: il ruolo della spiritualità e della trascendenza nella vita umana, che inevitabilmente si confronta con la religione e con il desiderio di immortalità.

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