Esercitazione di Protezione Civile: importante addestramento congiunto con la Croce Rossa

Si è svolta ieri con pieno successo un’importante esercitazione congiunta di Protezione Civile che ha visto la collaborazione tra il Gruppo Comunale di Protezione Civile e il Comitato Croce Rossa Terme Euganee, per un totale di 45 volontari impegnati sul campo (27 della Croce Rossa e 18 del nostro gruppo comunale).
L’attività formativa e addestrativa, svoltasi in ambiente collinare, ha rappresentato un momento per il coordinamento delle forze di volontariato su specifici temi di soccorso in caso di emergenza che potrebbero richiedere un intervento congiunto delle diverse organizzazioni presenti sul territorio.
Durante l’esercitazione sono state eseguite prove tecniche di elevata specializzazione: abbattimento alberi con conseguente sramatura utilizzando motoseghe e tirfor (argano manuale), impiego di dispositivi di protezione individuale anticaduta di terza categoria, allestimento di cantiere operativo e montaggio di un punto di soccorso avanzato, oltre a simulazioni di soccorso a persone traumatizzate.
Particolare attenzione è stata dedicata al coordinamento operativo, con attività congiunte di gestione delle comunicazioni tra i due gruppi attraverso la segreteria e la sala radio presso la nostra segreteria mobile. Come previsto dal Piano Comunale di Protezione Civile, è stato inoltre attivato il Centro Operativo Comunale.
Un ringraziamento particolare va agli agenti della Polizia Locale che hanno garantito la gestione della viabilità, permettendo ai volontari di operare in totale sicurezza e assicurando il regolare passaggio di veicoli, pedoni e ciclisti.
L’esercitazione si è conclusa presso la sede del gruppo comunale con un momento di debriefing seguito da un momento conviviale, occasione preziosa per consolidare lo spirito di collaborazione tra i volontari.
Desidero esprimere il mio più sentito ringraziamento a tutti i volontari della Protezione Civile e della Croce Rossa che hanno partecipato a questa importante esercitazione. La professionalità, la dedizione e lo spirito di servizio dimostrati sono motivo di grande orgoglio per la nostra comunità. Queste attività formative rappresentano un investimento fondamentale nella sicurezza del nostro territorio e dei nostri cittadini. La capacità di lavorare in sinergia tra diverse organizzazioni è essenziale per garantire risposte efficaci in caso di emergenza.
L’amministrazione comunale ribadisce il proprio impegno nel sostenere le attività di formazione e addestramento.

Venerdì 17 gennaio 2026 ha aperto i battenti a Montegrotto Terme una nuova attività che arricchisce l’offerta commerciale del nostro centro: Ottica Capello ha inaugurato il suo nuovo punto vendita in Corso delle Terme 116.

Si tratta di un’apertura particolarmente significativa: Capello Centri Vista, realtà veneta con una solida esperienza nel settore dell’ottica e della cura della vista, ha scelto Montegrotto Terme per il suo ventesimo centro, confermando la vitalità e l’attrattività della nostra città termale.
Il nuovo negozio offre:
👓 Controlli della vista professionali con strumentazione all’avanguardia
👓 Ampia selezione di montature delle migliori marche
👓 Lenti a contatto e soluzioni personalizzate per ogni esigenza visiva
👓 Un team di ottici qualificati pronti ad accogliervi con competenza e cortesia
Un’apertura che testimonia come, anche in tempi complessi, investire su Montegrotto Terme sia una scelta vincente. Corso delle Terme, recentemente riqualificato, continua ad attrarre nuove attività commerciali di qualità.
Benvenuti a Ottica Capello e grazie per aver scelto la nostra città!
📍 Corso delle Terme, 116 – Montegrotto Terme (PD)

⚫️ Il sottoscritto unitamente a tutta l’amministrazione comunale di Montegrotto Terme esprime profondo cordoglio per l’improvvisa perdita di Cristiana Polato. Maestra Cristiana ha dedicato il suo impegno alla scuola primaria Ruzzante, dove ha saputo distinguersi per discrezione, gentilezza e tenacia nel portare avanti quotidianamente il suo ruolo con autentica dedizione e competenza.
La sua mancanza si farà sentire intensamente, sia tra colleghi e collaboratori, sia tra le famiglie i cui bambini hanno potuto crescere grazie alla sua presenza attenta e generosa. Il segno che lascia nel tessuto educativo e umano della nostra comunità rimane testimonianza di quanto significhi mettersi al servizio degli altri con cuore e responsabilità.
Pur nel dolore di questa perdita così prematura, siamo grati di aver avuto il privilegio di conoscerla e di aver potuto collaborare con lei. Cristiana ci lascia un’eredità preziosa fatta di esempio, di valori e di umanità che continuerà a vivere in ciascuno di noi. Il suo modo di affrontare il lavoro e la vita, con quella particolare combinazione di serietà e calore umano, resterà una fonte di ispirazione e ci accompagnerà nel tempo, ricordandoci che anche un’esistenza troppo breve può lasciare tracce profonde e durature.
A nome dell’amministrazione comunale e di tutta Montegrotto Terme, esprimo vicinanza e partecipazione al dolore dei familiari, delle colleghe e dei colleghi, di quanti l’hanno conosciuta e apprezzata. Cara Maestra la terra ti sia lieve.
Riccardo Mortandello


Una grande giornata di sport al PalaBerta

Domenica 18 gennaio il PalaBerta di Montegrotto Terme ha vissuto una straordinaria giornata di pallavolo di alto livello, con un doppio appuntamento che ha regalato emozioni e spettacolo a tutti gli appassionati presenti.
Nel pomeriggio si è disputato l’incontro del campionato Under 18 Gold della Polisportiva, mentre alle 18.30 è andata in scena la sfida di Serie B1 femminile che ha visto l’Aduna Volley imporsi con un netto 3-0 sulla Don Felice Colleoni, conquistando così l’accesso alle fasi finali della Coppa Italia di categoria. Un risultato importante che premia il lavoro e l’impegno della squadra e di tutto lo staff tecnico.
Desidero ringraziare sentitamente tutti gli organizzatori e, in particolare, le società sportive che hanno saputo fare sistema, collaborando in modo esemplare per offrire alla nostra comunità uno spettacolo sportivo di grande qualità nella nostra meravigliosa struttura del PalaBerta.
Un ringraziamento anche alla squadra avversaria Don Felice Colleoni, giunta da Bergamo, che ha avuto l’opportunità di conoscere la nostra città termale e le sue eccellenze.
Giornate come questa dimostrano quanto lo sport sia un valore fondamentale per la nostra comunità e un’occasione di promozione del territorio.




Ricordo di Bettino Craxi
a 26 anni dalla sua scomparsa

In molti ad Hammamet rendono omaggio a Bettino Craxi a 26 anni dalla sua morte.
Hammamet non è solo il luogo dell’ultimo approdo; è uno specchio. Costringe a guardare alla politica con meno slogan e più profondità, alle responsabilità senza rimozioni ma anche alla dignità di chi, fino all’ultimo, ha rivendicato il proprio ruolo nella storia del Paese.
Vent’anni, trent’anni passano. Restano le domande. E forse, proprio qui, tra luce africana e vento salmastro, si capisce che la memoria non è nostalgia: è un dovere verso la verità, tutta intera. A ventisei anni dalla morte di Bettino Craxi, il tempo consente finalmente di separare il giudizio storico dalla polemica contingente. E ciò che emerge, con maggiore nitidezza, è il profilo di uno statista che concepì la politica estera come esercizio di autonomia nazionale dentro le alleanze, non come adesione passiva a rapporti di forza predefiniti.
Il primo tratto che oggi parla con forza al presente è il principio di alleanza ma non sudditanza verso gli Stati Uniti. Craxi non mise mai in discussione il collocamento occidentale dell’Italia, né il legame atlantico. Ma rifiutò l’idea che l’alleanza coincidesse con l’obbedienza.
La crisi di Sigonella, nel 1985, resta il simbolo di questa impostazione: difendere la sovranità italiana di fronte al principale alleato significò affermare che la credibilità di un Paese non nasce dalla deferenza, ma dal rispetto reciproco. In un mondo che torna a essere dominato dalla forza e dalla pressione dei grandi attori, quella lezione appare oggi sorprendentemente attuale.
Il secondo tratto, spesso dimenticato o rimosso, riguarda il sostegno concreto ai dissidenti dei regimi autoritari. Craxi fu tra i leader europei che compresero prima di altri che la libertà non si promuove solo con dichiarazioni solenni, ma anche con gesti politici, reti di protezione, solidarietà operativa.
Il suo impegno a favore dei dissidenti dell’Est europeo, delle opposizioni democratiche soffocate da dittature militari o ideologiche, nasceva da una convinzione profonda: la democrazia non è esportabile con le armi, ma va aiutata a respirare dove è repressa.
Guardando alla situazione odierna dell’Iran, alle donne e ai giovani che sfidano un regime teocratico pagando un prezzo altissimo, quella impostazione torna a interrogare l’Europa e l’Occidente. Neutralità morale, equidistanza diplomatica, silenzi prudenti non sono realismo: sono rinuncia. Craxi avrebbe probabilmente ricordato che sostenere i dissidenti non significa provocare guerre, ma stare dalla parte della libertà quando costa.
A ventisei anni dalla sua scomparsa, Bettino Craxi resta un leader, un socialista e uno statista non dimenticato anzi rivalutato anche da chi lo aveva superficialmente dileggiato.
Il libro della settimana

«A un tratto, la ruota del destino diede un giro. La vicenda di Craxi entrò nella fase finale, quella della vita e della morte. In poche settimane la situazione sarebbe precipitata, in modo insieme epico e grottesco. Iniziava una tragedia. Che tanti in principio considerarono una farsa. Perché l’Italia è convinta di essere un Paese comico, al più melodrammatico. Invece la storia unitaria del nostro Paese è una storia tragica.»
Aldo Cazzullo atterra a Tunisi a fine ottobre del 1999. In Italia è appena arrivata la notizia del ricovero di Bettino Craxi. Il leader socialista, dal 1994 ad Hammamet per sfuggire a Mani Pulite e all’arresto, sarebbe morto pochi mesi dopo. Parte dalla fine, da questi ricordi personali vissuti sul campo del giornalismo – la malattia di Craxi, il disperato intervento chirurgico, la morte, il funerale –, il racconto dell’uomo e del politico che più di ogni altro ha rappresentato la modernizzazione dell’Italia repubblicana e la caduta del sistema dei partiti. Un ritratto in chiaroscuro. Un profilo biografico impreziosito da aneddoti personali e da un apparato fotografico unico, che punta a ricostruire la storia del giovane militante, l’ascesa al potere del segretario socialista, i rapporti con i leader nazionali e internazionali del suo tempo, dando conto della dimensione umana e intima del politico che fu Craxi anche nei mesi concitati dell’epilogo della sua parabola, senza nascondere gli errori e le responsabilità. Fino a tracciare un’analisi della sua eredità, quel nodo mai sciolto della fine della Prima Repubblica che forse trova proprio in Bettino la sua plastica rappresentazione: uomo di potere osannato e odiato, capro espiatorio della stagione del malaffare, esiliato illustre per alcuni, latitante per altri (e per la giustizia italiana). L’ultimo vero politico, scrive Cazzullo a venticinque anni dalla scomparsa di Bettino Craxi, con una formula su cui non si riesce a porre un solo accento: è stato l’ultimo uomo di Stato italiano dotato di spessore e di visione; ma ha pagato un prezzo altissimo alla sua spregiudicatezza. Ingombrante financo sul piano fisico, è diventato il bersaglio grosso: da statista a «Cinghialone». Un simbolo della Prima Repubblica, che ha avuto – come ha riconosciuto il suo nemico della vita, Eugenio Scalfari – «la grandezza della fine».
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