
CHIARIMENTI SULLE COMPETENZE AMMINISTRATIVE E SULLA SICUREZZA DEL TERRITORIO
È doveroso fornire ai cittadini una corretta informazione sulle competenze dell’amministrazione comunale in materia di controllo del territorio e sicurezza, soprattutto di fronte alle strumentali insinuazioni delle opposizioni che, evidentemente, confondono i ruoli istituzionali per mere finalità elettorali.
LE COMPETENZE DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE: COSA DICE LA LEGGE
L’amministrazione comunale ha competenze specifiche e limitate in materia di sicurezza urbana, che si concretizzano principalmente attraverso la polizia amministrativa locale e il coordinamento con le forze dell’ordine statali. Il sindaco può concorrere ad assicurare la cooperazione fra le forze di polizia locali e statali, ma sempre in coordinamento con la Prefettura e le competenti autorità.
La sicurezza urbana è definita dalla legge 48/2017 come “il bene pubblico che afferisce alla vivibilità e al decoro delle città, da perseguire attraverso interventi di riqualificazione e recupero delle aree degradate, l’eliminazione dei fattori di marginalità e di esclusione sociale, la prevenzione della criminalità”. Tuttavia, la tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza rimane competenza esclusiva dello Stato attraverso le forze dell’ordine.
IL RUOLO DEL PREFETTO E DELLE FORZE DELL’ORDINE
Il Prefetto è l’autorità provinciale di pubblica sicurezza e dipende gerarchicamente dal Ministro dell’Interno, mentre il Questore dipende dal Capo della Polizia. Qualsiasi intervento coordinato di controllo del territorio deve essere attuato “a cura dei competenti uffici della Polizia di Stato e dei comandi dell’Arma dei carabinieri”, con la sola “partecipazione” della polizia municipale “previa richiesta al sindaco”.
L’EMERGENZA NAZIONALE: QUANDO LO STATO ABDICA AL SUO RUOLO
È inaccettabile che le amministrazioni locali debbano fare i conti con un governo nazionale che ha trasformato l’Italia nel paese del bengodi per chi delinque. Mentre noi sindaci ci arrabattiamo con risorse limitate per garantire sicurezza e decoro urbano, assistiamo quotidianamente a politiche nazionali che sembrano progettate appositamente per favorire la criminalità.
Le statistiche parlano chiaro: i detenuti presenti nelle carceri sono aumentati del 2,8% nel 2024, raggiungendo i 61.861 con un indice di affollamento del 120,6%. Ma il vero scandalo è che il 73% degli istituti penitenziari risulta in condizioni di sovraffollamento. Questo significa che chi delinque sa perfettamente che le possibilità di scontare veramente la pena sono minime.
Il risultato? Un sistema giudiziario allo sbando dove chi commette reati sa di poter contare su una sostanziale impunità. Non è un caso che i delitti denunciati nel 2023 siano tornati ai livelli del 2018, superando i 2,3 milioni di episodi. Siamo di fronte a un governo che predica sicurezza ma nei fatti ha creato le condizioni perfette per l’escalation criminale.
IL FALLIMENTO DELLE ZONE ROSSE: QUANDO LE SOLUZIONI DIVENTANO PROBLEMI
Un esempio lampante dell’inadeguatezza delle politiche di sicurezza nazionali è rappresentato dal fallimento delle cosiddette “zone rosse” istituite a Padova e Rovigo. Questi provvedimenti, spacciati come soluzioni miracolose, non solo non hanno risolto i problemi di criminalità e degrado urbano, ma li hanno semplicemente spostati altrove, creando un effetto domino devastante sui comuni limitrofi.
Le zone rosse rappresentano l’emblema di una mentalità miope che pensa di risolvere questioni complesse con soluzioni superficiali e demagogiche.
Il risultato? La criminalità non è scomparsa, si è semplicemente redistribuita sul territorio, andando a impattare su comuni che, come Montegrotto Terme, devono poi gestire le conseguenze di politiche sbagliate decise da altri. È l’ennesima conferma che quando mancano strategie serie e coordinate a livello sovracomunale, a pagare il prezzo sono sempre i territori che amministrano con responsabilità.
Mentre alcune amministrazioni si illudevano di aver risolto i problemi con i divieti e le zone off-limits, la criminalità si organizzava semplicemente per spostarsi dove i controlli erano meno stringenti. È la logica del “not in my backyard” applicata alla sicurezza pubblica: una miopia politica che danneggia l’intero territorio.
LA GESTIONE FALLIMENTARE DELL’IMMIGRAZIONE E LA VERITÀ SUI SISTEMI DI ACCOGLIENZA
Particolarmente grave è la gestione dell’immigrazione clandestina, dove l’assenza totale di controlli seri ha creato sacche di illegalità incontrollate. Va fatta una profonda riflessione sulla gestione degli extracomunitari presenti in Italia, sempre più dimenticati da uno Stato assente, che favorisce situazioni di insicurezza.
È necessario però fare chiarezza per evitare strumentali confusioni: non esiste alcuna correlazione tra l’accoglienza gestita attraverso il sistema SAI (ex SPRAR ed ex SIPROIMI) della città di Montegrotto Terme e i recenti fatti di cronaca. Il nostro sistema di accoglienza è regolamentato, controllato e funziona secondo standard precisi sotto la supervisione delle autorità competenti.
Se c’è dell’immigrazione incontrollata, la responsabilità è di tutti quei comuni che hanno nascosto la testa sotto la sabbia rifiutandosi di affrontare responsabilmente il problema dell’accoglienza, scaricando su altri territori le proprie responsabilità. Ma soprattutto la colpa è di un governo inesistente che, attraverso il decreto flussi, permetterà l’ingresso di oltre un milione di extracomunitari nei prossimi sei anni senza dire come li gestirà, dove li collocherà e con quali risorse.
Questo è davvero preoccupante: un piano che prevede l’arrivo massiccio di persone senza una strategia chiara di integrazione, formazione e controllo del territorio. È l’ennesima dimostrazione di come il governo centrale scarichi sui comuni tutti i problemi senza fornire strumenti adeguati per affrontarli.
Mentre i comuni responsabili come Montegrotto Terme gestiscono con serietà i propri progetti di accoglienza nel rispetto della legalità, assistiamo a una programmazione nazionale schizofrenica che da una parte annuncia ingressi di massa e dall’altra non predispone le strutture per gestirli.
I DATI UFFICIALI DELLA PREFETTURA CONFERMANO LA SICUREZZA DI MONTEGROTTO TERME
I dati ufficiali forniti dalla Prefettura di Padova smentiscono categoricamente le strumentali accuse delle opposizioni e confermano che Montegrotto Terme è tra i comuni più sicuri del territorio, nonostante debba gestire anche le ricadute negative delle politiche fallimentari adottate da altre amministrazioni.
L’analisi del trend criminale dal 2016 al 2023 mostra infatti un quadro molto positivo:
FURTI: Da 286 episodi del 2016 si è scesi a 196 nel 2023, con una significativa riduzione durante il periodo pandemico (94 nel 2020). Particolarmente rilevante la diminuzione dei furti in abitazione: da 55 nel 2016 a 42 nel 2023, passando per il minimo storico di 12 nel 2020.
RAPINE: I dati evidenziano l’eccezionale sicurezza del nostro territorio con episodi sporadici: 3 nel 2016, 0 nel 2017 e 2019, 1 nel 2018, per poi attestarsi su numeri minimi negli anni successivi.
REATI CONTRO IL PATRIMONIO: I danneggiamenti mostrano una tendenza in costante diminuzione, da 65 episodi nel 2016 a soli 56 nel 2023, passando per il minimo di 48 nel 2018.
STUPEFACENTI: Il contrasto allo spaccio ha dato risultati evidenti, con episodi che si mantengono su livelli molto bassi (da 2 a 4 casi annui).
Questi numeri, certificati dalle autorità competenti, dimostrano inequivocabilmente che le politiche di sicurezza dell’amministrazione comunale hanno prodotto risultati concreti e misurabili, anche in un contesto reso più difficile dalle politiche di “esportazione” dei problemi adottate da altri comuni.
I DATI DELL’ATTIVITÀ DELLA POLIZIA LOCALE
La Polizia Locale di Montegrotto Terme ha registrato nel 2024 un’attività significativa con 1.470 violazioni al Codice della Strada accertate, 29 incidenti rilevati, 50 verifiche ambientali sul territorio e 188 interventi per criticità del patrimonio stradale.
Particolarmente significativo è il piano strategico di prevenzione delle occupazioni abusive negli stabilimenti termali dismessi, attuato “in stretta sinergia con l’Arma dei Carabinieri” e “in linea con quanto richiesto dalla Prefettura di Padova”.
IL SUCCESSO DEL CONTROLLO DEL VICINATO
Montegrotto Terme è riconosciuta come un modello di sicurezza partecipata. Il nostro Comune ha reso attiva dal 2017 la buona pratica del Controllo del Vicinato, oggi con oltre 800 aderenti residenziali e oltre 90 attività commerciali. Questo programma di auto-organizzazione tra vicini per controllare l’area intorno alla propria abitazione rappresenta “un deterrente per chi volesse compiere furti o altro genere di illeciti da strada come graffiti, scippi, truffe, scassi, vandalismi”.
Il protocollo “controllo del vicinato” è stato rinnovato nel 2025 con la Prefettura, confermando l’efficacia di questo modello di sicurezza integrata. Un modello che supplisce alle mancanze di uno Stato sempre più assente e che dimostra come si possano ottenere risultati concreti senza ricorrere a misure demagogiche come le zone rosse.
LE VERE INTENZIONI DELLE OPPOSIZIONI
È francamente paradossale sentire critiche da chi, quando amministrava, non si accorgeva di ben altre problematiche che affliggevano il territorio. Le stesse forze politiche che oggi puntano il dito sembrano aver scoperto improvvisamente l’importanza della sicurezza, guarda caso proprio in prossimità delle elezioni regionali.
Questa improvvisa sensibilità per la sicurezza nasconde malamente l’unico vero obiettivo: raccogliere qualche voto alle prossime consultazioni elettorali, anche a costo di alimentare allarmismo tra i cittadini. Quando erano al governo del territorio, questi soggetti politici mostravano ben altra attenzione per le problematiche del degrado urbano e della criminalità. Probabilmente erano troppo occupati a non vedere le ruberie che si consumavano sotto i loro occhi.
LA REALTÀ DEI FATTI
I dati ISTAT mostrano che nel 2024 il 26,6% delle famiglie italiane percepisce il rischio di criminalità, ma Montegrotto Terme, come dimostrano i dati ufficiali della Prefettura, si colloca tra i comuni più sicuri del territorio con un trend criminale in costante miglioramento e nonostante i recenti casi di cronaca.
L’amministrazione continua a operare nel rispetto delle proprie competenze, in coordinamento con Prefettura e forze dell’ordine, investendo in prevenzione, videosorveglianza e sicurezza partecipata. Il nostro impegno è rivolto al benessere dei cittadini, non alla raccolta di facile consenso elettorale basato su polemiche strumentali.
Respingiamo quindi con fermezza le insinuazioni dell’opposizione e ribadiamo che Montegrotto Terme rimane uno dei comuni più sicuri del territorio, come certificato dai dati ufficiali della Prefettura che mostrano un trend criminale in costante miglioramento dal 2016 al 2023.
Continueremo a gestire responsabilmente i nostri progetti di accoglienza SAI nel rispetto della legalità, mentre denunciamo la totale inadeguatezza di un governo che programma l’arrivo di oltre un milione di persone senza dire come gestirle. Continueremo a fare la nostra parte nonostante un quadro nazionale sempre più preoccupante, dove chi delinque può contare su un sistema che sembra progettato per garantire l’impunità.
Respingiamo le politiche demagogiche delle zone rosse che si limitano a spostare i problemi senza risolverli, preferendo un approccio serio basato su prevenzione, collaborazione con le forze dell’ordine e sicurezza partecipata. Mentre il governo nazionale trasforma l’Italia nel paese del bengodi per i criminali e le opposizioni locali si dedicano alla propaganda elettorale, noi continuiamo a lavorare concretamente per la sicurezza e il benessere della nostra comunità, come dimostrano i risultati tangibili e misurabili della nostra azione amministrativa.
Il sindaco Riccardo Mortandello
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