Il 6 febbraio è un giorno speciale per Montegrotto Terme: la famiglia Perenzoni festeggia quarant’anni alla guida del Ristorante Da Cencio, uno dei luoghi più autentici e identitari della nostra comunità.
La storia di questo locale è la storia stessa della nostra Montegrotto Terme. Cencio nasce nel 1929 come semplice rivendita di vino ai piedi dei Colli Euganei, punto di ristoro per gli operai delle cave di trachite che ogni mattina salivano sul monte a lavorare la pietra. Il nome viene da Vincenzo, il primo gestore, e da quello straccio, il “cencio”, appunto, che teneva sempre appeso alla cintura. In quei tempi il locale si trovava nell’allora San Pietro Montagnon, e offriva ciò che serviva a uomini che facevano un lavoro duro: un bicchiere di vino, pan biscotto e soppressa fatta in casa.
Con il passare dei decenni, il locale ha seguito l’evoluzione del nostro territorio: dai cavatori ai turisti veneti, emiliani, lombardi e del Nord Europa, attratti dalle nostre terme. La “pasta e fasoi” si è affiancata alla soppressa, e quella piccola enoteca ha iniziato a diventare trattoria, luogo di ritrovo, pezzo d’anima di Montegrotto.
Poi, nel 1986, è arrivata la svolta: Loris Perenzoni, inizialmente in società con Pino, ha preso le redini di Cencio e ha avviato quella trasformazione che avrebbe cambiato per sempre il volto del locale. Il sodalizio con Pino ha rappresentato una fase importante, un periodo di crescita e di transizione durante il quale Cencio ha iniziato a trovare la sua nuova identità. Successivamente Loris ha proseguito il cammino insieme alla moglie Antonella, e negli anni si sono uniti i figli Erica, Mirco, Chiara e Sanny: una famiglia intera che ha dedicato la propria vita a questo ristorante, portandolo con passione, talento e un lavoro instancabile ai massimi livelli della ristorazione, fino a riconoscimenti molto importanti e la presenza nelle più prestigiose guide nazionali e internazionali. Oggi, in questo traguardo dei quarant’anni, anche il ricordo della mitica nonna Mafalda è più vivo che mai.
Ma Cencio non è solo la famiglia Perenzoni. Cencio è anche le decine e decine di persone che in questi quarant’anni sono passate da quella porta sul retro per andare a lavorare. Dai lavapiatti ai cuochi che affiancavano Loris nelle serate più impegnative. I camerieri che imparavano l’arte dell’accoglienza portando i piatti tra i tavoli (e tra questi nel 1999 ho iniziato ad esserci anche io in quel caldo luglio). Chi puliva la sala ogni sera e ogni mattina perché tutto fosse impeccabile per il servizio. Cencio è stato un luogo di lavoro per moltissime persone, una vera e propria “scuola” dove si imparava un mestiere, il valore della fatica e il rispetto per l’ospite. Un ristorante che ha dato occupazione e opportunità a tante famiglie del nostro territorio, e di questo gli va reso merito.
Tra questi professionisti voglio ricordare in modo particolare Antonio “Toni” Gentile, un cameriere di razza, un maestro vero. A lui sono legato da un affetto speciale, perché è stato Toni a insegnare a me e a tanti altri dalla A alla Z tutte le arti del mestiere: come si accoglie un cliente, come si porta un piatto, come si sta in sala con professionalità e con il sorriso. Quello che ho imparato da lui me lo porto dentro ancora oggi, e gliene sarò sempre grato.
E poi ci sono gli amici, i compagni di viaggio di quegli anni indimenticabili dietro le quinte di Cencio: Franco, Davide, Massimiliano, Gianni, Alessandro, Salah, Sebi e tanti, tanti altri. Ragazzi, uomini e donne con i quali ho condiviso le serate più intense, le corse tra i tavoli, le risate in cucina a fine servizio, l’assaggio di piatti e i risotti, la stanchezza e la soddisfazione di un lavoro ben fatto. Cencio ci ha uniti, e quel legame resta.
E poi c’è un’altra cosa che racconta meglio di tutto cosa rappresenti Cencio per Montegrotto Terme. Nelle case della nostra città, quando qualcuno si lamentava di quello che c’era in tavola, la risposta era sempre la stessa: “Se no te piase e no te comoda, va’ da Cencio!”. Un detto che è diventato quasi un proverbio locale, e che dice tutto: Cencio non è solo un ristorante, è il riferimento, il punto più alto, il posto dove si mangia bene e basta. Dalle famiglie di Montegrotto ai personaggi più celebri che hanno avuto il piacere di sedersi a quei tavoli, il Cencio ha saputo accogliere tutti con la stessa cura e la stessa generosità.
Questi auguri li faccio come Sindaco di Montegrotto Terme, perché Cencio è un patrimonio vero, identitaria e profondo della nostra città, un biglietto da visita che racconta quasi un secolo di storia locale, dal sudore delle cave alla raffinatezza della tavola. Dal bere vino rosso di casa e mangiare Pan biscotto e salame sotto la vigna americana ad arrivare a provare i piatti più succulenti e a volte elaborati in un ambiente moderno e accogliente come quello di oggi
Ma li faccio soprattutto come amico, e come persona che ha avuto l’onore e il privilegio di lavorare in questo locale per nove anni. Nove anni in cui ho visto da vicino cosa significa la dedizione della famiglia Perenzoni: la cura in ogni piatto, l’attenzione per ogni ospite, la generosità e l’umanità che mettono in tutto ciò che fanno. Come è scritto sul menu da sempre non pesa aspettare qualche minuto in più se piatto e fatto appositamente per voi. Cencio non è stato solo un luogo di lavoro per me: è stata una scuola di vita, e Loris, Antonella, Erica, Mirco, Chiara assieme a Pino e Toni sono persone a cui devo molto.
Quarant’anni sono un traguardo importante. Quarant’anni di sacrifici, di mattine presto e sere tardi, di piatti preparati con amore, di sorrisi ai clienti, di una famiglia che ha scelto di dedicare la propria vita all’eccellenza e all’ospitalità. Quarant’anni in cui Cencio ha nutrito non solo i palati, ma anche l’economia e il tessuto sociale della nostra comunità, dando lavoro, dignità e un posto dove sentirsi a casa.
Auguri di cuore a tutta la famiglia Perenzoni, a tutti i collaboratori di oggi e a tutti quelli che in questi quarant’anni hanno contribuito — ognuno con il proprio ruolo, dal più visibile al più silenzioso — a rendere Cencio quello che è: un ristorante che ci rende orgogliosi, una storia che ci appartiene, un pezzo di Montegrotto Terme che il mondo conosce e che stima
Ad maiora e sempre avanti!
Riccardo Mortandello
Sindaco di Montegrotto Terme
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