Organismi microscopici vecchi di milioni di anni custodiscono il segreto terapeutico dei fanghi termali euganei. Il Comune di Montegrotto Terme ha stanziato 5 mila euro per la creazione dell’Archivio virtuale dei cianobatteri, il primo database digitale che mapperà scientificamente la straordinaria biodiversità microbica delle acque termali, considerata unica al mondo.
I cianobatteri sono microrganismi antichissimi – tra i primi esseri viventi apparsi sulla Terra oltre 3 miliardi di anni fa – che prosperano nelle acque termali euganee a temperature di 35-55°C. Questi organismi fotosintetici rilasciano molecole benefiche con proprietà antinfiammatorie e antiossidanti, conferendo ai fanghi termali la loro efficacia terapeutica. In particolare, durante il processo di maturazione il fango si arricchisce di cianobatteri del ceppo ETS-05, riconosciuto e protetto da un brevetto europeo per l’unicità delle sue proprietà terapeutiche e antinfiammatorie.
L’archivio digitale rappresenta una svolta nella comprensione scientifica del termalismo. Le ricerche condotte dal Centro Studi Termali Pietro d’Abano in collaborazione con il Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova hanno dimostrato che i fanghi termali del bacino euganeo hanno proprietà antinfiammatorie legate alla straordinaria biodiversità dei microrganismi che li popolano e che rilasciano molecole benefiche.
I polisaccaridi estratti dai cianobatteri hanno mostrato efficacia antiinfiammatoria e antiossidante in esperimenti condotti usando larve di zebrafish, con risultati che hanno evidenziato una significativa riduzione dello stress infiammatorio. Queste scoperte forniscono un fondamento scientifico alle proprietà terapeutiche dei fanghi termali, utilizzati fin dai tempi dell’Impero Romano.
L’archivio non avrà solo valore scientifico ma anche applicazioni pratiche immediate. L’obiettivo è la documentazione e valorizzazione della biodiversità microbica dei fanghi termali euganei, la sensibilizzazione sull’unicità della risorsa termale locale, il rafforzamento della comunicazione tra enti pubblici, strutture termali e comunità scientifica.
L’archivio permetterà di catalogare sistematicamente le specie di cianobatteri, aprendo nuove prospettive per lo studio della loro ecologia, evoluzione e ruolo nei processi di maturazione del fango.
La creazione di piattaforme digitali per la biodiversità rappresenta una tendenza internazionale per il monitoraggio e la conservazione, fungendo da “gemello digitale” per collegare la biodiversità alle funzioni e servizi ecosistemici. L’archivio di Montegrotto si inserisce in questo panorama come un esempio di eccellenza nella documentazione della microbiodiversità termale.
«Sostenere questo progetto – spiega il sindaco Riccardo Mortandello – rappresenta un’importante opportunità per consolidare la vocazione scientifica e culturale del nostro territorio. Testimonia il nostro impegno concreto per la valorizzazione e la tutela del termalismo sostenibile, offrendo alla cittadinanza e agli ospiti un nuovo strumento di conoscenza del valore unico della risorsa termale euganea”.
Il Centro Studi Termali Pietro d’Abano, ente senza finalità di lucro considerato un “biglietto da visita” per il territorio euganeo, ha prodotto oltre 300 pubblicazioni scientifiche rappresentando un patrimonio culturale unico in Europa sul termalismo. Le ricerche condotte in collaborazione con il Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova sui fanghi termali euganei hanno evidenziato le proprietà antinfiammatorie e l’importanza della biodiversità microbica. Fabrizio Caldara, direttore del Centro studi termali Pietro d’Abano fa anche parte del comitato scientifico di Ettha, l’associazione delle città storiche termali.


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