Il sindaco di Montegrotto Terme Riccardo Mortandello è intervenuto a Roma al convegno nazionale “Il rilancio del turismo termale italiano come driver di crescita del mercato“, in qualità di vice presidente dell’ANCOT (Associazione Nazionale Comuni Termali). L’evento è stato organizzato da UnionCamere nazionale e da ISNART. Nel suo intervento, intitolato “Il termalismo, bene pubblico territoriale: il ruolo strategico dei Comuni”, Mortandello ha posto l’accento su alcuni nodi critici per il futuro del settore termale nazionale, lanciando proposte concrete e richiamando l’attenzione delle istituzioni su questioni che riguardano direttamente anche il territorio sampietrino.
«Sono passati – ha detto il sindaco – 26 anni dalla legge 323 del 2000, che ha rappresentato per anni il riferimento principale per il settore termale. Il mondo è profondamente cambiato: il turismo termale si è evoluto, i modelli di consumo sono diversi, le aspettative degli utenti sono mutate. Abbiamo bisogno di un aggiornamento normativo più aderente alle dinamiche attuali».
Mortandello ha denunciato la frammentazione delle competenze tra Regioni, Province e Comuni, che genera confusione, disomogeneità territoriale e difficoltà operative. Ha citato come esempio la gestione delle concessioni termali, con criteri di assegnazione, durata e modalità di controllo che variano sensibilmente da una realtà all’altra, creando incertezza per operatori e amministratori.
Il sindaco ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra Comuni termali, associazioni di settore e di categoria come ANCOT, Federterme, Federalberghi e il sistema camerale, e istituzioni regionali e nazionali. «I piccoli Comuni termali si trovano spesso a gestire responsabilità enormi – concessioni, controllo delle acque, pianificazione territoriale – senza strumenti, risorse e supporti adeguati. È indispensabile che vengano accompagnati e sostenuti».
Uno dei passaggi più innovativi dell’intervento ha riguardato la carenza strutturale di medici specialisti in medicina termale: «Nessuna università tradizionale può attivare un corso di idrologia medica per pochi medici dispersi sul territorio nazionale. Un’università telematica può farlo benissimo: gli interessati potrebbero seguire la formazione senza troppi viaggi, rendendo il percorso accessibile e sostenibile».
La proposta è quella di costituire immediatamente un gruppo di lavoro che trasformi questi principi in azioni concrete, con Federterme come possibile promotore presso le università telematiche italiane. L’eventuale partner privilegiato individuato è l’Università La Sapienza di Roma, unica a conferire attualmente la specializzazione e già in collaborazione con ANCOT.
Nel suo intervento, Mortandello ha ribadito un principio fondamentale: «Il termalismo non è una semplice attività economica. È un patrimonio complesso che intreccia salute pubblica, tutela ambientale, sviluppo economico locale e identità culturale. Le acque termali sono una risorsa unica e non riproducibile. Per questo necessitano di una governance pubblica consapevole e lungimirante».
«Abbiamo – ha concluso Mortandello – le risorse naturali, la tradizione, il know-how. Quello che ci serve è un quadro di governance che metta questo patrimonio nelle condizioni di esprimersi pienamente. E dobbiamo passare dalle parole ai fatti: costituendo subito gruppi di lavoro operativi, proponendo soluzioni innovative come la formazione telematica, coinvolgendo attivamente le associazioni di categoria».
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