Martedì 14 aprile alle 11.30, di fronte alla gioielleria Marchi in viale Stazione 35 , Montegrotto Terme ricorda il vicebrigadiere dei Carabinieri Alfredo Costantini, Medaglia d’Oro al Valor Militare, nel 43° anniversario della sua morte. La cittadinanza è invitata a partecipare alla cerimonia.
In coda alla commemorazione verrà siglato anche il patto di collaborazione tra la città di Montegrotto Terme e la città di Fiuminata, in provincia di Macerata, dove Alfredo Costantini era nato il 12 giugno del 1960. «Sarà – spiega il sindaco Riccardo Mortandello – l’inizio di un percorso sociale, istituzionale e culturale tra le due comunità legate dalla figura di Alfredo Costantini». Sarà presente il sindaco di Fiuminata Vincenzo Felicioli, una delegazione dell’amministrazione comunale, una delegazione dell’Associazione nazionale Carabinieri e il fratello, Ulisse Costantini.
Il 14 aprile 1983 era in servizio a bordo dell’autoradio quando fu avvisato di una rapina in corso presso la gioielleria Marchi. Giunto sul posto, la situazione appariva tranquilla: la porta era chiusa e dalle vetrate si intravedevano la proprietaria e un rappresentante di preziosi. Il senso del dovere lo spinse ugualmente a entrare per accertare l’effettiva situazione all’interno. La porta gli fu aperta dalla donna, apparentemente calma ma in realtà tenuta sotto minaccia dai rapinatori nascosti dietro il banco. I tre malviventi colsero di sorpresa il vicebrigadiere. Sebbene investito dal fuoco incrociato nel tentativo di liberare gli ostaggi, reagì riuscendo a ferire uno degli aggressori, ma fu a sua volta colpito alla testa da un proiettile. Dopo lo scontro, due banditi uscirono dalla gioielleria facendosi scudo con gli ostaggi e dileguandosi. Uno di essi trascinò con sé la proprietaria e l’altro ostaggio a bordo di un’auto; il secondo, ferito, fu ammanettato e condotto all’ospedale di Padova, dove in condizioni gravissime fu ricoverato anche il giovane vicebrigadiere. Costantini era stato colpito in più parti del corpo; il proiettile alla testa non gli lasciò scampo. Nonostante l’immediato intervento dei sanitari, le sue condizioni non migliorarono mai nel corso di oltre cento giorni di agonia trascorsi senza riprendere conoscenza. La sera del 29 luglio 1983 spirò. Alla sua memoria sono intitolate le caserme dell’Arma dei Carabinieri di Montegrotto Terme, di Galzignano e di Castelraimondo, nel maceratese.
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