C’è una storia che a Montegrotto Terme si intreccia ogni giorno tra le mani esperte delle fanghine e le pagine di un romanzo che sta per arrivare in libreria. È quella di Ghita Benatiya Andaloussi, 25 anni, che nella nostra città ha trovato una casa, un lavoro e la forza per dare voce alla propria scrittura.
Ho avuto l’onore di incontrare personalmente questa giovane donna, che ogni giorno svolge una delle mansioni più importanti e strategiche per la vita del nostro comparto termale: è fanghina. Un mestiere che richiede competenza, cura e dedizione, e che rappresenta uno dei pilastri silenziosi su cui si regge la tradizione termale di Montegrotto Terme, quella stessa tradizione che da secoli (millenni in realtà) è la nostra identità e la nostra economia. Conoscere chi, con professionalità e passione, tiene viva questa tradizione è stato per me motivo di autentico orgoglio.
Ma Ghita, oltre al suo lavoro presso un hotel di Montegrotto Terme, coltiva da tempo una seconda vocazione: la scrittura. Originaria del Marocco, laureata in Letteratura francese, ha scelto Padova per proseguire gli studi frequentando l’International Master in Religion, Politics and Global Society dell’Università di Padova. Da questo percorso, e dalla sua storia personale, nasce ora il suo romanzo d’esordio, L’Enigma dietro il velo, scritto originariamente in francese e in corso di pubblicazione anche in italiano.
Un’opera intima e simbolica che, attraverso la protagonista Rita, racconta un viaggio dentro l’identità, la memoria e la resilienza. Il “velo” del titolo non è un riferimento religioso, ma la metafora di ciò che separa ognuno di noi dalla propria verità più autentica.
Dietro questo debutto editoriale ci sono legami umani costruiti proprio a Montegrotto Terme: la famiglia di imprenditori alberghieri che l’ha accolta, permettendole di conciliare lavoro, studio e scrittura; Piera Crespi, ex insegnante di francese, che dopo aver letto il manoscritto ne ha curato personalmente la traduzione italiana; il regista Nicola Vegro, che l’ha incoraggiata a credere nel proprio progetto narrativo; e la psicologa Lara Campesato, un sostegno prezioso nel suo percorso interiore.
Con questo romanzo, Ghita porta a Montegrotto Terme e in tutto il Veneto una voce nuova e autentica, sospesa tra Mediterraneo e Veneto, tra fatica quotidiana e ricerca di sé, un esempio concreto di come la nostra comunità sappia essere terreno d’incontro tra culture diverse, nel lavoro come nella cultura.
La data ufficiale di pubblicazione e le modalità di acquisto del volume saranno comunicate prossimamente.
Guardando alla storia di Ghita, non posso che provare grande stima per una donna capace di tenere insieme, con naturalezza, mondi che sembrano lontani ma che in realtà sono profondamente vicini: il Marocco e l’Italia, il lavoro manuale e la parola scritta, la fatica quotidiana e la ricerca interiore. Il suo percorso dimostra che l’identità non è mai una scelta tra due mondi, ma la capacità di farli dialogare e di farne ricchezza. Una lezione preziosa, che Montegrotto Terme è orgogliosa di poter accogliere tra le proprie strade e nella propria comunità.
![]()