Mattino di Padova, 6/11/1990
Chiesta la denominazione: poi largo ai progetti
Montegrotto sarà città «Una rampa di lancio»
MONTEGROTTO TERME — Le Terme delle due città. A partire dal 91, potrebbe essere un nuovo modo di definire il bacino Euganeo: Montegrotto, che l’anno prossimo varcherà la fatidica soglia dei 10 mila abitanti, ha già presentato al richiesta ufficiale per assumere la denominazione di «città». «Non è una semplice ambizione — spiega l’assessore ai Lavori Pubblici Silvano Friso, tra i primi a sollevare la questione in giunta — ma una ricerca di prestigio», «in pratica — aggiunge il vice sindaco Taino Garbo — è una “molla” di consapevolezza in più per sviluppare e perfezionare i servizi, per incentivare lo sforzo degli operatori turistici e la vocazione termale del nostro centro».
Simbolico finché si vuole, il fascino della dicitura «Città di Montegrotto» potrebbe avere riscontri estremamente positivi per la crescita a tutti i livelli del centro termale. Nessuno, ovviamente, è disposto ad ammettere almeno un pizzico di invidia per la leadership di Abano nel bacino. In linea con le valutazioni dei colleghi di giunta, anche l’assessore all’Urbanistica Corrado Rizzo sostiene l’importanza di avere strumenti nuovi e articolati per la giustificazione del territorio. Domani non potranno mai arrivare nemmeno le prescrizioni di un piano regolatore, a volte potrebbero nascere l’orgoglio di appartenere a una comunità privilegiata, sia dal punto di vista «civico» che ambientale, dove una tradizione millenaria si sospinge ancora intatto per maturare almeno i germi di una vera e propria cultura dell’accoglienza.
Un fatto è certo, comunque: «Non è il numero di abitanti — tiene a precisare Friso — ma la qualità della vita a definire come tale una città». Per la giunta guidata da Edgardo Ronzoni, quindi la “promozione” a città non sarebbe un punto d’arrivo, ma di rilancio. I presupposti fondamentali, nell’ultimo biennio, sono state le dichiarazioni di comune denuclearizzato e d’Europa. compiacimento che l’Europa. Emerge dunque una strategia che punta a “sfruttare” il riconoscimento in ambito nazionale di Montegrotto per dare anche a livello locale un nuovo impulso, non tanto all’immagine, quanto alla sostanza del turismo termale. E’ la stessa filosofia cosmopolita del benessere, della salute e dell’accoglienza che Abano sta sviluppando come “centro internazionale di pace”. Quanto all’importanza di essere “città” almeno di nome, è chiaro che l’amministrazione comunale non sottovaluta affatto quello che significherebbe per migliorare il diaglogo con gli interlocutori di sempre, Provincia e Regione. Soprattutto tenendo presente l’ordine dei problemi che si affrontano attualmente in municipio. Nodi come quello della viabilità (nella seduta cinsiliare del 22 ottobre è stato tra l’altro approvato il progetto tecnico per ottenere i primi finanziamenti del sottopasso e sobrappasso con cui superare l’ostacolo della stazione) e della trasformazione del centro storico (da mesi è analizzato nella commissioni un nuovo piano urbanistico) possono essere sciolti solo con la progettualità dell’ente locale da un lato, le risorse e i “nulla-osta dei diretti superiori” dall’altro. I 140 abitanti che ancora mancano all’appello per raggiungere quota 10 mila non sono il tipo di problema che l’amministrazione ha in mente di superare per conquistare sul campo la nuova qualifica di “urbanità”.
Gabriele Poletto
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