Dopo l’incontro pubblico e la pubblicazione sul sito del Censimento arboreo, la Città di Montegrotto Terme risponde ai manifestanti e ai gruppi di opposizione che ieri hanno inscenato una protesta contro il taglio degli alberi pericolosi.
«Leggiamo – afferma l’assessora al Verde Laura Zanotto – di superficialità, di enorme patrimonio distrutto, di mancanza di indagini strumentali sulla tenuta. Eppure il Censimento del Verde è pubblico, firmato da due agronomi iscritti agli Ordini professionali, e racconta una realtà completamente diversa».
L’assessora Zanotto risponde punto per punto alle accuse emerse durante la manifestazione in Piazza Mercato: «Partiamo dai numeri reali: su 4.383 alberi censiti tra maggio 2024 e febbraio 2025, sono stati individuati 224 abbattimenti, che rappresentano il 5,1% del totale. Di questi, ben 99 hanno un diametro inferiore a 20 centimetri e 75 sono piante giovani già morte in piedi, morenti o già schiantate a terra. Solo 3 alberi su oltre quattromila superano gli 80 centimetri di diametro. Dove sarebbe questo enorme patrimonio che stiamo distruggendo? Parliamo per il 44% di piantine e per il 33% di esemplari già morti».
L’assessora entra nel merito della scientificità: «Il censimento ha previsto 1.048 alberi esaminati in modo approfondito, con 101 indagini strumentali condotte con resistografo, 18 prove di trazione controllata per misurare l’ancoraggio al suolo e 12 analisi di laboratorio per identificare i patogeni fungini. Ogni pianta è stata georeferenziata, fotografata e schedata. Chi accusa di mancanza di rigore evidentemente non ha letto il documento tecnico».
Particolare attenzione meritano i pini domestici: «Sui 29 Pinus pinea individuati per l’abbattimento sono state eseguite 14 prove di trazione controllata (un test che costa 400-500 euro a pianta). L’esito è stato chiaro: tutte le prove hanno dato risultato negativo. I fattori di sicurezza misurati vanno dal 40% al 150%, quando la soglia minima di stabilità richiesta è del 150%. Questi pini possono crollare anche con una banale brezza o al solo spostamento del baricentro. Se 14 prove su 14 falliscono, non è eccesso di precauzione, è evidenza scientifica».
L’assessora fornisce dettagli sui casi specifici: «I 14 Liquidambar di via Caposeda hanno danni radicali documentati e carie da Ganoderma, un fungo patogeno. I 25 Acer negundo sono una specie alloctona invasiva che le buone pratiche agronomiche suggeriscono di sostituire, poiché presentano cancri e carie incompatibili con la sicurezza. Degli 11 pioppi (Populus nigra italica), ben 8 sono già morti o gravemente ammalorati».
Zanotto chiarisce poi la distinzione tra i numeri: «Non c’è discrezionalità, ma solo dati. Il piano di 224 abbattimenti somma due situazioni oggettive: 125 piante che le analisi strumentali hanno classificato in Classe D (pericolose per l’incolumità) e 99 piante che il censimento ha rilevato essere già morte o in fase di deperimento irreversibile. Non stiamo facendo una strage, stiamo applicando criteri scientifici».
Il sindaco Riccardo Mortandello interviene sul coinvolgimento dei cittadini: «È paradossale manifestare contro decisioni prese senza coinvolgimento quando si è snobbato l’incontro pubblico organizzato proprio per quello scopo. Chi non si è presentato non può ora accusarci di mancato dialogo».
L’assessora Zanotto conclude ricordando le responsabilità: «La responsabilità civile e penale di eventuali danni ricade interamente sul Comune. Non possiamo ignorare prove di trazione fallite e patogeni documentati solo perché qualcuno ritiene che sia “eccesso di precauzione”. Questi alberi sono vicino a scuole, strade e case. La sicurezza dei sampietrini non è negoziabile».
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