OGD Metodologie Partecipative

Strategie e tecniche partecipative per stimolare l’innovazione sociale

Coerentemente con l’approccio del destination management, la metodologia progettuale proposta dallo staff tecnico per la definizione del piano di start up si basa su tecniche partecipative. In questo modo è stato possibile rafforzare la rete di relazioni tra gli operatori del territorio, acquisire un linguaggio comune, condividere una visione di sviluppo della destinazione e definire progetti fruibili e concreti. Considerare la partecipazione come un processo significa focalizzarsi non solo sui risultati che essa può produrre, ma anche sugli elementi fondamentali per attivarla e sulle dinamiche che questa può determinare, con un’attenzione particolare verso gli attori coinvolti (Nikkhah and Redzuan, 2009).

Il principale punto di forza di questa metodologia sta nella risposta alle nuove necessità del mercato turistico, tra le quali spicca la possibilità di proporre destinazioni percepite come uniche e autentiche, dove vivere lo specifico ambiente e la storia (OECD, 2016; Lane 2005; Sharpley e Roberts, 2004). Anche se il valore della partecipazione è riconosciuto nella pianificazione e gestione del turismo, questa non è garanzia di successo dei progetti di sviluppo turistico e non riduce i rischi legati a questo tipo di processo. Vi è spesso un abuso del concetto, cui si fa riferimento per legittimare un processo che non è effettivamente partecipativo.

I principali rischi riguardano l’ambiente socio-politico e la struttura gerarchica dei contesti territoriali, la gestione del processo da parte di personale non esperto e il conflitto tra attori così eterogenei come si riscontra nel sistema turistico. Per tali ragioni una collaborazione reale tra pubblico e privato è fondamentale per aumentare l’efficacia delle azioni (Amantea, 2013).

L’alternativa agli approcci partecipativi è l’attuazione di un approccio top-down, coerente con una visione corporate del turismo. Se tale approccio viene usato per il turismo di territorio le decisioni che ne conseguono possono creare delle resistenze nei rapporti tra i diversi attori interessati allo sviluppo di un territorio. In campo istituzionale il rischio è che l’attore politico attui la modalità di consultazione del “decido-annuncio-difendo”, nella quale la pubblica amministrazione decide a monte con pochi attori la politica da attuare, la annuncia solo in un secondo momento respingendo le critiche e appellandosi a tecnicismi o a problemi di emergenza per attuare infine la decisione (OECD, 2016).

Il percorso partecipativo del piano di start up dell’OGD Terme e Colli Euganei ha toccato dieci tappe ed è giunto a concretizzare un’unica visione turistica tra i membri del tavolo di confronto e della cabina di regia. La figura in questa pagina sintetizza il percorso effettuato.

Fasi di sviluppo e percorso partecipativo del piano di start up dell’OGD Terme e Colli (2017-2018).

Al termine del processo possiamo affermare che con il piano di start up i portatori di interesse hanno potuto contribuire singolarmente al piano e contemporaneamente hanno arricchito il loro bagaglio turistico. In questo modo, all’inizio del processo i membri del tavolo di confronto hanno condiviso la propria visione del turismo (egoturismo), la quale nel corso dei workshop organizzati dallo staff tecnico è evoluta verso un unico concetto di destinazione (ecoturismo).

Percorso volto alla definizione e avvio dell’organizzazione e funzioni dell’OGD.