Il concetto di destinazione

Il concetto di destinazione

Fare turismo oggi è molto più difficile di quanto non lo fosse solo vent’anni fa. La globalizzazione ha portato ad un aumento della domanda, ma nel contempo anche ad un maggiore incremento dell’offerta, con sempre nuove mete e nuovi bacini in grado di generare nuovi flussi. La concorrenza si è fatta più serrata su molti piani: rapporto qualità – prezzo dei servizi, integrazione dei prodotti turistici e commercializzazione dell’offerta. L’applicazione delle tecnologie per l’informazione, la diffusione di Internet, l’uso dei dispositivi mobili con le applicazioni social connesse, hanno dato impulso al cambiamento, introducendo nuovi soggetti con inediti modelli di business in molti comparti: trasporti, ricettività e prenotazione. Anche le motivazioni di viaggio sono cambiate. In questo tempo il turista non cerca più una determinata località, ma cerca qualcosa di determinato. La competitività fra le destinazioni è spostata dalle caratteristiche delle risorse territoriali all’efficienza dell’organizzazione turistica. I territori turistici si trovano quindi a fronteggiare le nuove sfide attraverso l’innovazione e il cambiamento. Occorre innovare tecniche e modalità con le quali svolgere le funzioni di programmazione, gestione, accoglienza, promozione e commercializzazione, mettendo in relazione specificità locali con trend globali in una rete di rapporti sempre più ampia, connessa e complessa. Il mondo della ricerca e della tecnica turistica ha risposto a tali sfide introducendo il concetto di destinazione, ovvero organizzazioni turistiche di territorio dove l’interazione tra attori privati e pubblici è forte e dove il turismo viene percepito come un sistema economico e non un settore economico. La destinazione non è un sinonimo di località, ma individua un sistema organizzato con elevate professionalità dove industria, artigianato, agricoltura e servizi interagiscono in una spirale di crescita a beneficio dello sviluppo locale. I riferimenti tecnici e metodologici si rifanno agli approcci e agli strumenti propri del destination management e marketing.

Le destinazioni turistiche sono in continua evoluzione in base a quanto richiesto dal mercato, dal territorio e dagli aderenti e modificano i loro modelli organizzativi per rispondere alle seguenti priorità:

• Coordinarsi e fare regia per raccogliere investimenti volti alla promozione territoriale;

• Perseguire finalità di interesse pubblico per lo sviluppo e promozione del territorio tramite il coordinamento tra i comuni, altri enti pubblici e gli operatori privati;

• Mantenere vitale il rapporto tra organizzazione e prodotto turistico;

• Passare da un approccio corporate (singola azienda) ad un approccio community (territorio);

• Applicare gli approcci del destination management (DM) e destination marketing (Dmktg).

Al fine di approfondire le differenze fra i due diversi approcci turistici si riporta la tabella 1 dove vengono sintetizzate le caratteristiche del turismo corporate e di quello community (Flagestad e Hope 2001)

Ogni destinazione è come un individuo dotato di personalità. Di una persona non è il viso che colpisce, ma le espressioni del volto, non è il corpo che piace, ma il modo in cui si muove, non è l’aspetto fisico che attrae, ma i modi di fare della persona, non sono le parole ad attirare l’attenzione, ma la voce che le trasmette.

La destinazione turistica è come un albero, cioè come un organismo vitale in continua evoluzione, che si rinnova con il susseguirsi delle stagioni senza rinnegare la sua identità. L’efficienza vitale dell’albero è data dalla perfetta integrazione delle sue diverse parti; la destinazione è una struttura organizzata con specifiche funzioni radicata nel sistema territorio ed orientata al mercato turistico.