Montegrotto Terme: 190 mila metri cubi residenziali edificabili in meno grazie alle scelte dell’amministrazione

In vista delle presentazione del piano degli interventi, prevista per marzo, dove l’amministrazione comunale sampietrina dovrà dare risposte ai singoli cittadini che hanno chiesto cambi di destinazione dei loro terreni, il vicesindaco Luca Fanton in consiglio comunale ha tracciato il bilancio delle politiche in tema urbanistico di questi anni di amministrazione. “Abbiamo sempre detto che Montegrotto ha uno sviluppo residenziale sovradimensionato: attraverso vari strumenti in questi quattro anni e mezzo abbiamo sottratto all’edificabilità residenziale 190 mila metri cubi, un volume, per intenderci, pari a dieci volte l’area residenziale di piazza Mercato o a un centinaio di piccoli condomini. Sono molto soddisfatto di questo obiettivo raggiunto”.

“Abbiamo tolto – spiega il sindaco Riccardo Mortandello – cubatura che avrebbe creato speculazione edilizia, ma non siamo contro ogni tipo di investimento immobiliare. La nostra città deve rimanere viva e guardare al futuro con investimenti che siano in sintonia con la sua vocazione turistica, come ad esempio è il parco acquatico termale”.

La diminuzione della cubatura edificabile è avvenuta attraverso diversi strumenti: con la decadenza di aree edificabili (aree perequate per le quali dopo 5 anni i cittadini non hanno presentato alcuna richiesta per procedere con l’edificazione) e con le cosiddette “varianti verdi” (ossia richieste di cittadini di variare la classificazione dei loro terreni edificabili per poter risparmiare sull’Imu) sono stati cancellati circa 120 mila metri cubi. “Ovviamente – spiega Fanton – questo è avvenuto non con un automatismo, ma perché c’è stata una precisa volontà politica di favorire questo processo, per esempio accettando tutte le richieste pervenute per le varianti verdi, anche se questo ha significato e significa minori introiti per le casse comunali”.

A queste scelte si aggiunge la questione del parco acquatico di Mezzavia. “Laddove nell’area perequata 22 erano previsti – spiega Fanton – 72 mila metri cubi di costruzioni residenziali, l’amministrazione ha accettato la proposta avanzata da un gruppo di privati di convertire quell’area residenziale in un’area a servizi per la costruzione di un parco acquatico termale”.

“In totale – conclude Fanton – di tratta di 190 mila metri cubi sottratti a un’edificazione residenziale che avrebbe portato a un’ulteriore svalutazione di quanto già costruito, prodotto consumo del suolo e non aiutato la ripresa e lo sviluppo turistico, economico e commerciale del nostro territorio”.

 

 

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