Boaretto: quando l’onnipotenza dell’ “associazione” cerca di rendere subalterne le istituzioni territoriali

 Risposta del sindaco di Montegrotto Terme Riccardo Mortandello a Emanuele Boaretto 

La reazione scomposta e virulenta di Emanuele Boaretto se, di primo acchito, ci conferma che la strada intrapresa dall’amministrazione comunale di Montegrotto nell’individuazione di soluzioni perseguibili e concrete a questioni annose del nostro territorio è corretta, da un altro punto di vista ci preoccupa perché l’azione del presidente probabilmente non tutela l’associazione che rappresenta. Anzi.

Pur capendo la sua naturale irritazione nel riscontrare che molti colleghi, anche appartenenti alla sua associazione, hanno aderito all’accordo proposto dall’amministrazione di Montegrotto, non riusciamo a individuare la correlazione tanto sottolineata dal Presidente di Federalberghi tra le presenze turistiche registrate negli ultimi mesi nella zona termale e lo sconto del 50% promesso, e a quanto ci risulta non ha ancora praticato, dall’amministrazione di Abano sul canone delle acque reflue. Boaretto dovrebbe ben sapere che il Sindaco non può amministrare un Comune come un imprenditore amministra la propria azienda. 

L’attività del Comune è regolata da ferrei dettami di legge e l’amministrazione prima di agire in qualsiasi direzione deve accertarsi che questi siano completamente rispettati. Questo è proprio quello che abbiamo fatto con l’accordo siglato. Prova ne sia che la stessa amministrazione di Abano, per quanto ne sappiamo, sta ancora verificando la possibile impugnazione per danno erariale della scontistica ipotizzata. Quindi, visto che non ci risulta ancora chiusa concretamente la vertenza, riteniamo che il presidente si riferisca ad altre forme di “trattamento negoziale” in cui Abano “fa più e meglio”: magari si riferisce alla imposta di soggiorno che gli imprenditori alberghieri riscuotono per ordine e conto dell’ente pubblico e che non sempre riversano completamente nelle casse dei comuni termali.

Va, però, sottolineato che chi non riversa l’imposta di soggiorno all’ente comunale e trattiene un po’ di liquidità per la propria azienda commette peculato senza se e senza ma e Montegrotto Terme, al contrario di quello decantato da Boaretto, ha da tempo denunciato il danno erariale nelle sedi opportune (Corte dei Conti), anche in questo caso “il trattamento delle due città termali è diverso” e lo rivendichiamo pure.

Sembra invece che il populismo e soprattutto il qualunquismo comunicativo lo faccia il Presidente di Federalberghi perché, oltre alle imposte di soggiorno non riversate, dimentica le recenti indagini della guardia di finanza (aprile scorso) che hanno evidenziato proventi non dichiarati portati all’estero da imprenditori alberghieri locali e anche in questo caso si tratta di evasione fiscale, in alcuni casi il tutto è prescritto e quindi il danno a carico della comunità è permanente. Lungi dal fare generalizzazioni sull’imprenditoria alberghiera locale ma se vogliamo parlare di trattamenti negoziali corretti non dobbiamo omettere di rappresentare la realtà dei fatti proponendo nei tavoli di discussione argomenti concreti e sostenibili e non astrazioni ideologiche.

Va invece fatto un plauso a tutti quegli albergatori, anche appartenenti a Federalberghi Confcommercio Ascom, che hanno aderito alla pace fiscale capendo che è ora di trovare soluzioni a problemi da molto tempo aperti e che nessuno ha mai avuto il coraggio di affrontare, sconfessando categoricamente un approccio, quello del Presidente di Federalberghi, sempre improntato al continuo scontro e ben poco al buonsenso.

Equità fiscale per tutti i cittadini, ripristino del decoro urbano, approccio e investimenti seri rivolti al turismo. Sono queste le linee guida rispetto alle quali si muove da tempo l’amministrazione di Montegrotto Terme che sta cercando di sanare una realtà amministrativa costituita da una miriade di situazioni di privilegio che non avevano e non hanno alcuna ragione di esistere, dove però fortunatamente operano ancora imprenditori seri che fanno impresa (c’è anche chi ha sempre pagato ogni centesimo di tasse). Imprenditori  capaci, che investono e che sono di supporto all’amministrazione per far rinascere oltre che la comunità di Montegrotto anche l’intera destinazione turistica Terme e Colli Euganei, operatori che non usano interpretazioni arbitrali e fantasiose di dati statistici parziali sulle presenze turistiche per avere un po’ di visibilità giornalistica ma pongono in essere azioni concrete perché la concorrenza non è e non deve più essere tra Abano e Montegrotto, come qualcuno in maniera irresponsabile vuole far credere, ma tra la destinazione Terme e Colli Euganei e le altre destinazioni turistiche del Veneto, dell’Europa e del Mondo.

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