Montegrotto si apre ai progetti europei

Capofila in una proposta di progetto in collaborazione con Dubrovnik (Croazia), Kotor (Montenegro) e Mostar (Bosnia-Erzegovina)

In un momento di grande crisi dell’idea di Unione Europea così come l’avevano pensata i padri fondatori, Montegrotto Terme ribadisce la necessità di rafforzare l’identità europea e la collaborazione tra i popoli. Lo fa proponendosi come capofila di un progetto per partecipare al bando europeo “Programma Europa per i cittadini 2014 – 2020” che – se approvato – porterebbe a un finanziamento di 150.000 euro per le quattro città coinvolte. Il progetto coinvolge quattro Comuni: due dell’Unione Europea (oltre a Montegrotto Terme, Dubrovnik, in Croazia) e due extra Ue (Kotor in Montenegro e Mostar in BosniaErzegovina).  L’idea parte da lontano, dai rapporti consolidati sin dal 1992 durante il conflitto nei Balcani con la città di Mostar dal consigliere comunale Silvio Nardo, con delega ai Gemellaggi, e dall’ospitalità offerta quattro anni fa nella struttura del patronato da 50 ragazzi di quattro diverse religioni provenienti da Mostar. Per costituire la “Rete di Città” che parteciperanno al bando europeo, nei giorni scorsi si sono recati a Mostar il Sindaco di Montegrotto Terme, Riccardo Mortandello, l’assessore alle Politiche Sociali Elisabetta Roetta e il consigliere delegato ai Gemellaggi Silvio Nardo. Tra le attività programmate ci sono, nell’arco di due anni, due incontri per ogni cittadina coinvolta, legati dal filo conduttore della cittadinanza europea e della partecipazione civica e democratica. “Abbiamo in mente – spiega il consigliere Nardo – di proporre anche attività volte alla riflessione sull’incontro con “l’altro” oggi sempre più visto come minaccia che come opportunità di accrescimento personale e collettivo. Ci piacerebbe un incontro tra un gruppo di giovani dei quattro Paesi interessati per raccontarsi diversità e similitudini religiose, linguistiche, culturali, partendo dall’esperienza del gemellaggio tra Montegrotto Terme e Mostar dove i  bisogni e il valore umanitario hanno superato le barriere del diverso”.

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