Incontro con la cittadinanza di Montegrotto Terme

incontro con logo

Si svolgerà martedì 22 maggio l’incontro con la cittadinanza promosso dalle minoranze unite di Montegrotto Terme.
Un incontro dove verrà fatta una panoramica in merito all’IMP, meglio conosciuta come IMU, sull’addizionale IRPEF e sullo stato di indebitamento del Comune di Montegrotto Terme. Il più indebitato della provincia di Padova a fronte di uno sviluppo del territorio nullo.

Dalle 21 al Palazzo del Turismo di Montegrotto Terme, via Scavi 14.

Bollette dimenticate

non mi sono dimenticato

Ha dell’incredibile il fatto che il Comune di Montegrotto Terme si sia “scordato” di pagare le bollette dell’enel delle strutture sportive di Via Del Santo per alcune mensilità. (a partire da gennaio 2012).

Questa dimenticanza ha fatto sì che per alcuni giorni l’Enel abbia tagliato la fornitura di energia causando disagi agli sportivi che usufruiscono degli spazi.
Molti giovani atleti e atlete hanno saltato sessioni di allenamento per l’impossibilità di avere acqua calda nelle docce e, per chi si allenava di sera, della luce elettrica.

Ora il servizio è stato ripristinato conseguentemente al pagamento delle bollette ma considero inaccettabili “dimenticanze” di questo genere che causano disagi ai cittadini.
Verranno fatti opportuni approfondimenti al fine di evitare che ciò ricapiti.

DEBITI, TASSE E CEMENTO: lo sviluppo di Massimo Bordin è questo

ce l'abbiamo fatta a fare tanti debiti

A seguire un estratto del mio intervento in merito all’approvazione del bilancio durante il consiglio comunale 19.04.2012

Guardando il bilancio  il dato che balza immediato agli occhi riguarda l’indebitamento consuntivo 2011, 18.692.457 euro pari a 1.655,81 euro per abitante.

Sono assolutamente fuor di luogo le critiche costanti e i presunti stati di indignazione del Sindaco Massimo Bordin quando si riferisce al governo Monti e ai tagli che sta imponendo alle risorse destinate ai Comuni.

Se le risorse vengono sprecate, come succede Montegrotto Terme, è assolutamente doveroso limitarle.
Se i fondi che dovrebbero essere investiti nel territorio per favorire gli interessi della collettività vengono usati invece per potare avanti politiche amministrative atte a creare condizioni per un perverso mantenimento del potere da parte di chi lo possiede (in primo luogo l’attuale Sindaco di Abano ex Sindaco di Montegrotto e di riflesso l’attuale sindaco di Montegrotto) è corretto porre dei limiti ai trasferimenti.

Di chi è la responsabilità di questo debito? Forse dei governi centrali oppure di amministratori come Massimo Bordin, assessore al bilancio per una quindicina d’anni che ha portato Montegrotto ad essere il Comune più indebitato della provincia di Padova? (si veda l’analisi dell’On. Stradiotto del 2008 >>>)

Il Sindaco Bordin ad ogni Consiglio Comunale si esibisce in un assurdo piagnisteo e critica chiunque a destra e a manca anziché assumersi pienamente la responsabilità del debito visto che è un debito che lui ha creato e che i cittadini subiscono.

Dai 400 € pro capite di indebitamento alla fine dell’amministrazione Cognolato nel 2001 si è passati agli oltre 1.600 € di oggi, una politica del fare debito quella di Massimo Bordin e Luca Claudio, accompagnata a quella del tassare e spremere i cittadini e gli imprenditori del territorio.

Gli aumenti delle tasse sono iniziati nel lontano 2002 (prima amministrazione Claudio con Bordin assessore al bilancio). Sono stati i primi, con le loro maggioranze di alzatori di mano, a portare l’addizionale Irpef a Montegrotto ed ad alzare l’ICI al massimo.

Se penso che questi due amministratori dovranno gestire in futuro anche la tassa sul soggiorno la mia preoccupazione sale.

Tasse applicate al massimo e debiti contratti  ma a fronte di quale sviluppo per il territorio?
Quello edilizio, quello dei costruttori che tanto hanno lavorato ad Abano prima del 2001 e che tanto hanno iniziato a lavorare e fare i loro affari anche a Montegrotto con Luca Claudio e Massimo Bordin. Quello delle perequazioni che tanti vantaggi hanno portato al privato e briciole per la collettività.

Nel 2001 e negli anni precedenti la mia posizione personale nei confronti del centrosinistra e dell’amministrazione Cognolato era molto critica per via degli aumenti di cubatura che si proponevano dopo oltre vent’anni che non veniva preso in mano il piano regolatore: ben 400.000 m3. Le amministrazioni Claudio prima e seconda, sempre con Bordin assessore al bilancio, hanno portato questi 400.000 m3 a oltre 1.000.000 di m3 tradendo le promesse elettorali e adagiandosi agli interessi di potenti cartelli edilizi.

Tasse e indebitamenti legati a moltissimi sprechi che brevemente elenco:

-          Statue di Bronzo costate alla comunità 50.000 circa (meno male che quando i bambini di bronzo vengono periodicamente “rapiti” non viene chiesto il riscatto altrimenti questa cifra aumenterebbe)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

-          In ambito ambientale: per agenda21 sprecati circa 70.000 euro (progetto lasciato decadere), per certificazione emas circa 30.000 euro (certificazione MAI raggiunta), per il piano di sviluppo rurale in 3 anni gettati al vento quasi 100.000 euro, (progetto lasciato decadere). I circa 170.000 spesi per delle isole ecologiche che non risolveranno i problemi legati ai rifiuti ma che danno solo una parvenza di soluzione.

-         Il PalaBertha e Villa Draghi sono costate “zero” solo a parole ma nei fatti le cifre impegnate avrebbero coperto la creazione di uno stadio da milioni di euro e una sistemazione a puntino della villa e del terreno circostante.

In questa foto l’attuale Sindaco di Abano Luca Claudio brinda con Massimo Bordin sindaco di Montegrotto, Roberto Rigodanzo e Patrizio Greggio, attuale Capo Ufficio Tecnico di Abano e Montegrotto, nella prima (aprile 2011) di chissà quante inaugurazioni che vedrà Villa Draghi (sulla scorta e sull’esperienza delle numerose inaugurazioni del PalaBertha >>> ) La Villa è ancora da ultimare, il parco circostante è in condizioni pessime. (interessante l’articolo Villa Draghi: la vera storia di una finta inaugurazione >>>)

-          Nomina dell’amico portaborse come “Capo di Gabinetto” a circa 60.000 all’anno. Almeno si fosse dato lavoro a qualche disoccupato invece si è preferito farlo con lo stratega (Stefano Gambilare, in foto col sindaco Bordin) delle campagne elettorali di Massimo Bordin e Luca Claudio nonostante la sua fallimentare esperienza come amministratore unico della MATS. (a questo LINK un articolo in merito alla Montegrotto Territorio Ambiente e Servizi e la denuncia subita dal sottoscritto da Stefano Gambilare poi archiviata dal P.M. Sergio Dini>>>)

-          Lavori pubblici: un esempio su tutti di spreco è Via Aureliana con le sue fantastiche rotonde ancora incomplete per le quali veniamo derisi a livello mondiale e soprattutto gli acquisti per migliaia di euro di materiale vivaistico che è stato dimostrato non avere ALCUN valore commerciale. (articolo della rivista ARBOR >>>)

-          Gli investimenti sulla videosorveglianza non rendono come dovrebbero se si è costretti ad incatenare strade e piazze per dare una parvenza di sicurezza.

-          Le piste ciclabili a volte sembrano fatte solo per il fatto di poter dire “abbiamo le piste ciclabili”. In alcuni tratti sono impraticabili ed incompatibili con i flussi della gente che cammina sui marciapiedi, in altri il manto di esse presenta dei punti più alti e più bassi che fanno correre rischi ai ciclisti. (riferita questa cosa al sottoscritto da molti turisti)

-          Gli sprechi legati all’illuminazione sono intollerabili considerata l’esperienza di Massimo Bordin che tanto si vanta di essere un imprenditore del ramo elettrico. Il risparmio energetico è ZERO.

-          Gli investimenti legati alla sicurezza sono stati meramente funzionali ad alimentarne la percezione ma meno, molto meno l’efficacia. Le vie del nostro territorio sono periodicamente colpite da raid di furti. Massimo Bordin ha avuto solamente il coraggio di accorpare anche quei servizi funzionali al mantenimento di potere di Luca Claudio (sett. finanziario e tecnico) mentre dovrebbe favorire anche l’accorpamento della caserma dei carabinieri di Montegrotto con quella di Abano per garantire più agenti sul territorio e meno negli uffici e risparmio di risorse economiche.

La politica del fare che Massimo Bordin sta continuando a portare avanti è una politica del FARE DEBITO senza alcun sviluppo concreto del territorio. Cittadini, imprenditori turistici e non del Comune di Montegrotto sono sempre più in difficoltà e lo stesso Comune si appresta a diventare lentamente ed inesorabilmente il magazzino, il deposito di Abano Terme solo per compiacere alle mire di carriera politica di quello che fu il Sindaco che assieme a Massimo Bordin ha portato il Comune di Montegrotto sull’orlo del baratro: Luca Claudio.

 

Riccardo Mortandello
Socialista.

Gruppo Consigliare “Per Montegrotto Città di Qualità”

25 aprile, festa di ogni italiano

resistenza

LIBERAZIONE, FESTA DI TUTTI!

Il 25 aprile “è diventata la festa di tutto il popolo e la Nazione italiana. Nessuna ricaduta in visioni ristrette e divisive del passato, dopo lo sforzo paziente compiuto per superarle è oggi ammissibile”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che al Quirinale ha incontrato le Associazioni Combattentistiche e d’Arma, in occasione delle celebrazioni per il 25 aprile.

“E’ una grande forza della democrazia – ha aggiunto il capo dello Stato – il promuovere occasioni di unità tra tutte le forze politiche e sociali che si riconoscono in fondamentali valori comuni, quelli che si celebrano in una giornata come il 25 aprile, quelli che sono sanciti nella prima parte della Costituzione repubblicana”.

La Resistenza è stata “una grande esperienza collettiva nazionale”, un “processo di altissimo valore ideale e morale, ma anche complesso e non esente da ombre”, ha detto Napolitano. “Anche attraverso analisi e riflessioni critiche, e rimuovendo reticenze se non occultamenti della verità – ha proseguito -, si sono messi a fuoco momenti negativi o aspetti fuorvianti di un processo di altissimo valore ideale e morale, ma anche complesso e non esente da ombre. E si è lavorato tenacemente per liberare l’immagine e il volto della Resistenza dalle ferite di quel che fu anche guerra civile e dalle stratificazioni di ostilità e di odio di cui ancora rimanevano tracce”.

L’Italia ha “assoluto bisogno di occasioni di unità, di terreni di dialogo e di responsabile collaborazione” per affrontare “con successo le gravi difficoltà finanziarie, economiche e sociali riconducibili a troppi ritardi e carenze nello sciogliere nodi strutturali e istituzionali che ostacolano il pieno dispiegamento delle straordinarie risorse ed energie su cui l’Italia può far leva”, ha detto il presidente della Repubblica.

L’Italia deve prendere una “seria iniziativa a livello dell’Unione europea” perché a Bruxelles “si operino riequilibri e si adottino indirizzi essenziali per promuovere crescita e occupazione in tutta l’area dell’euro”, ha affermato il capo dello Stato, sottolineando come le difficoltà che il nostro Paese incontra a causa della crisi, anche se fronteggiate con “politiche rigorose avviate in questi mesi dal governo e dal Parlamento” non possano essere del tutto superate se non si interverrà in sede europea per riequilibrare le politiche di rigore con quelle per la crescita e l’occupazione.

Per fronteggiare la crisi è indispensabile anche una “razionale selezione e riqualificazione della spesa pubblica”, ha sottolineato Napolitano, invitando a non abbassare la guardia, ricordando come vi siano ancora nodi da sciogliere, tra questi, “certamente quello del pesantissimo debito pubblico accumulatosi nei decenni e mai fatto oggetto di una decisa, costante, sistematica azione di abbattimento, innanzitutto attraverso la complessiva riduzione e insieme la razionale selezione e riqualificazione della spesa pubblica”.

LIBERI DI ESSERE CAMPIONI

La UILDM – Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare da 50 anni è l’associazione di riferimento nazionale per le persone con distrofie muscolari e altre malattie neuromuscolari.

Alla sua VIII Giornata Nazionale, lancia il grido “LIBERI DI ESSERE CAMPIONI”, titolo del progetto cui saranno destinati i fondi raccolti a sostegno delle attività sportive per persone con disabilità.

liberi di essere campioni

La campagna è sostenuta da tutte le più importanti emittenti radiotelevisive, nazionali e locali, pubbliche e private, attraverso la messa in onda di questo splendido spot realizzato dal regista Aldo Bisacco, grazie alla collaborazione del noto attore e doppiatore italiano Francesco Pannofino, che ha donato la sua voce per la nostra causa, e grazie naturalmente alla disponibilità dei nostri campioni che hanno donato le proprie immagini!

 

Consiglio Comunale del 28.03.12 ore 17.00

Qui di seguito la convocazione al C.C. del 28.03.2012 alle ore 17.00.
Un ringraziamento alla Presidente del Consiglio Dottoressa Paola Greggio che convocandolo alle 17.00 di mercoledì (orario lavorativo per i comuni mortali come me) conferma mettere in atto l’ennesima azione per impedire alla minoranza di svolgere il ruolo che le compete.
Aggiungo che la riunione capigruppo è stata convocata oggi alle ore 13.00 e di conseguenza i materiali relativi al Consiglio non saranno pronti prima di lunedì in giornata. Non ci sarà neppure il tempo materiale per analizzarli.

consiglio comunale montegrotto del 28.03.2012

… e questa l’integrazione del 26 marzo. Si fa proprio di tutto per fare lavorare le opposizioni..

 

In morte dell’autonomia

LETTERA APERTA AI PRIMI CITTADINI PER UN LORO APPELLO AL SENATO

CARO SINDACO ITALIANO, DIMENTICA LA PAROLA “AUTONOMIA”
di Felice Besostri


“Cara Signora, Caro Signor Sindaco,

la Prima Commissione, Affari Costituzionali del Senato, ha ancora due giorni di lavoro, Giovedì 22 marzo la modifica costituzionale sarà definitiva.
Sono solo quattro articoli, ma la Repubblica italiana, come disegnata dalla Costituzione non sarà più la stessa, con le sue peculiarità aveva dato origine ad una Forma di Stato, definita in dottrina come Stato delle Autonomie, che aveva avuto il suo coronamento con le modifiche costituzionali della Parte Seconda Titolo V del 2001. Il dibattito è stato polarizzato soltanto sull’art. 81 Cost., come si trattasse di definire in Costituzione politiche e teorie economiche, che è comunque un errore, a prescindere dalle proprie preferenze. Lo Stato perseguirà il pareggio, ma a spese di Regioni, Province e soprattutto dei Comuni.

Dimenticatevi i concetti di autonomia come enunciati dall’art. 5 della Costituzione, che apparentemente non viene toccato, ma svuotato di significato. Siamo chiari un intervento per ridurre i deficit delle pubbliche amministrazioni era necessario: la nostra preoccupazione è che nessuna delle cause strutturali è rimossa, in primo luogo l’evasione fiscale e previdenziale, i costi della corruzione e del clientelismo e del parassitismo della criminalità organizzata. Inoltre la discrasia tra le competenze e funzioni trasferite, dallo Stato alle Regioni e da queste o direttamente ai Comuni, e i mezzi finanziari per farvi fronte ha pesato sulla finanza locale. Il numero dei Comuni potrebbe essere ridotto, ma non in modo autoritario e senza tener conto che in caso di aggregazione, con l’attuale sistema elettorale maggioritario e con riduzione del numero dei consiglieri, le Comunità preesistenti sarebbero tagliate fuori da ogni rappresentanza. Le disposizioni di principio restano formalmente in vigore.

L’art. 119 Cost. recita ancora “I Comuni, le Province, le Città Metropolitane e le Regioni hanno autonomia di entrata e di spesa”, ma si aggiungerà “nel rispetto dell’equilibrio dei relativi bilanci, e concorrono ad assicurare l’osservanza dei vincoli economici e finanziari derivanti dall’ordinamento dell’Unione Europea “.
I comuni virtuosi non saranno premiati perché la loro capacità di “ricorrere all’indebitamento solo per finanziare spese di investimento” con la riforma del sesto comma dell’articolo 119 Cost non solo lo potranno fare, giustamente, “con la contestuale definizione di piani di ammortamento”, ma anche “a condizione che per il complesso degli enti di ciascuna Regione sia rispettato l’equilibrio di bilancio”.

La nostra Costituzione, fosse stato rispettato l’ultimo comma dell’art. 81 nel testo vigente ( “Ogni altra legge che importi nuove o maggiori spese deve indicare i mezzi per farvi fronte”)avrebbe dovuto impedire la formazione dell’ingente debito pubblico, che ora si vuol ridurre non con virtuose pratiche di finanza pubblica e politica economica ed industriale, ma con l’accetta di parametri stabiliti in sede europea in vertici di capi di Stato o governo senza dover rispondere né ai propri Parlamenti, né al Parlamento Europeo: vi è quindi anche un problema di democrazia e di sovranità nazionale, altrettanto importante dell’affidabilità per i mercati finanziari, se non di più per chi pone al centro la persona con i suoi diritti umani, civici e politici, conquista della nostra civiltà.

Per di più le ricette europee non stanno funzionando, in Grecia, Portogallo e Spagna il rapporto deficit/PIL continua a crescere. In uno Stato ordinato ed efficiente questi vincoli all’autonomia degli enti locali, cellula base della partecipazione cittadina all’amministrazione pubblica e agli affari della propria Comunità, si pongono con legge ordinaria ed infatti sono già previsti i bilanci obbligatoriamente in pareggio e i limiti di spesa con il famigerato patto di stabilità, nonché la responsabilità erariale personale degli amministratori per i debiti fuori bilancio o le spese irragionevoli o illegittime. Bisognava piuttosto organizzare controlli d’efficienza e d’efficacia della spesa, da accompagnare a quelli di legalità, piuttosto che abolire ogni controllo tempestivo degli organi regionali di controllo, già previsti dall’art. 130 Cost. e abrogati con la legge costituzionale n. 3/2001. Una malintesa autonomia sta provocando ora la sua totale abrogazione.

Non è possibile arrestare la macchina, la modifica costituzionale è già stata licenziata due volte dalla Camera dei Deputati e una volta dal Senato della Repubblica, le formazioni che appoggiano il Governo l’hanno approvata e anche gruppi parlamentari in dissenso, ma per rispetto del popolo sovrano e come anticipazione delle numerose proposte di modifica dell’art. 138 Cost., che prevedono il referendum confermativo obbligatorio per ogni modifica costituzionale, chiedete con forza, che l’approvazione non avvenga con la maggioranza qualificata dei due terzi (2/3) dei componenti della Camere: per lasciare spazio a un’eventuale richiesta di referendum, da parte di 126 Deputati, 64 Senatori, 500.000 elettori o cinque Consigli Regionali.

L’interesse della Nazione prescritto dall’art. 67 Cost. è un dovere anche per parlamentari nominati grazie alle liste boccate e non eletti e una conferma popolare della modifica costituzionale da loro adottata è un modo per legittimarsi restituendo l’ultima parola ai cittadini e alle cittadine, gli stessi che hanno eletto i loro Sindaci e che eleggeranno il nuovo Parlamento. Si spera che le prossime elezioni politiche si facciano con una legge conforme a Costituzione, se la Corte d’Appello di Milano, il prossimo 22 marzo la rinviasse alla Corte Costituzionale come richiesto da 27 cittadini elettori, ai quali ho l’onore di appartenere. Il giorno 22 marzo rischia di essere una data triplicemente fatidica: è la data finale delle 5 Giornate di Milano, dell’invio alla Corte Costituzionale della legge elettorale e dell’approvazione definitiva di una riforma costituzionale, che modifica senza un largo dibattito nella società la forma di Stato delle Autonomie disegnato dai nostri Costituenti nel 1948 e rafforzato coni il consenso del Popolo nel 2001.In coscienza fossi ancora in Senato non voterei questa riforma, perché sono stato Sindaco di un piccolo paese di 1200 abitanti e mi identifico in gran parte con la tradizione municipale del socialismo riformista milanese.

Scrivete ai parlamentari delle vostre circoscrizione provinciali, ma soprattutto ai Senatori della vostra Regione, usate tutti gli strumenti di comunicazione, cui avete acceso per chiedere nell’interesse dei vostri concittadini e delle vostre concittadine: cari Senatori non approvate le modifiche alla Costituzione con la maggioranza dei 2/3, lasciate l’ultima parola a chi sta pagando e pagherà il costo del risanamento. Con forte solidarietà con la Vostra causa”

Felice C. Besostri
Senatore della Repubblica, Commissione Affari Costituzionali XIII legislatura
Sindaco di Borgo San Giovanni (1983-1988)
Vice presidente vicario Commissione Ambiente, Pianificazione Territoriale e Collettività Locali
dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa (1996-2001)

Gettoni presenza 2011 – Operazione Trasparenza

Qui di seguito la quantificazione delle spettanze relative ai gettoni di presenza al Consiglio Comunale di Montegrotto Terme che mi riguarda per l’anno 2011.

Da tanti cittadini mi son sentito dire che essendo Consigliere avrei potuto vivere di rendita. Con 76,84 € l’anno bravo chi ci riesce.
Ma a Montegrotto Terme c’è realmente chi vive di politica facendo il “presunto” politico di livello ….Comunale, la cittadinanza dovrebbe seriamente interrogarsi su questo punto.

Avanti! Nella speranza che le  parole di Pertini possano sempre illuminare ogni mio passo:

“Amici miei, io non resto un minuto di più su questa sedia se la mia coscienza si ribella. Non accetterò mai di diventare il complice di coloro che stanno affossando la democrazia e la giustizia in una valanga di corruzione.”
Sandro Pertini

 

 

 

Dalla parte dei BAMBINI

 

Chi accoglie i bambini accoglie il Signore, traccia educativa per una pastorare contro gli abusi.

Queste saranno le tematiche del convegno che si terrà il giorno martedì 28 febbraio presso il Palazzo del Turismo, nella sala del teatro, in via Scavi 14 a Montegrotto Terme.
Il relatore sarà Don Fortunato di Noto, presidente dell’Associazione Meter www.associazionemeter.org 800-455270.
L’ Associazione ONLUS  Meter si occupa prevalentemente di lotta alla pedofilia e di tutela dell’infanzia. Consente di denunciare siti pedofili.

Ma Don Francesco di Noto chi è?

Don di Noto è un prete che ha già trovato migliaia e migliaia di siti pedofili in barba alla polizia postale che fatica a trovarne.

E’ un prete che afferma che la Chiesa ha il dovere di essere madre anche con le vittime della pedofilia.

“Le vittime della pedofilia hanno bisogno dell’amore della Chiesa. E i media non devono offrire al pubblico un’immagine generalizzata e non vera della comunità ecclesiale dipinta come un’«infame congrega di pervertiti». Sono alcuni dei passaggi della  lettera aperta  pubblicata su Zenit da don Fortunato Di Noto, fondatore e presidente dell’Associazione Meter, Nel testo il sacerdote chiede che la Chiesa sia vicina alle vittime degli abusi e dica «le cose come stanno», senza «nascondere mai chi offende e viola un piccolo».

«Le orribili vicende che a causa di alcuni sacerdoti, religiosi e aggiungerei anche operatori pastorali stanno colpendo varie diocesi nel mondo e italiane, toccano tutti noi», scrive don Di Noto nel documento.

«Fermo restando il lavoro dei magistrati, che accerteranno una verità terrena nei confronti degli indagati – afferma il sacerdote da decenni impegnato contro la pedofilia e lo sfruttamento sessuale dei minori -, noi tutti abbiamo il dovere di vicinanza alle piccole vittime ed alle loro famiglie».

«Questo male – spiega – non è stato perpetrato solo a loro, ma anche a Dio, all’umanità, alla Chiesa che noi serviamo e a noi stessi. Per questo non possiamo limitarci alle parole, dobbiamo far sentire alle vittime ed alle loro famiglie tutto l’amore della Chiesa. Tutto il nostro amore e quello di Dio».

Sandro Pertini VIVE!

“Per me è soprattutto l’esaltazione della dignità umana, della dignità del singolo. Quindi per me il socialismo si sintetizza in due istanze: la libertà e la giustizia sociale. Ma soprattutto la libertà: la mia e quella dell’avversario, cioè di tutti. Perché bisogna stare attenti a non peccare di settarismo. Un concetto che mi spiegarono uomini come Filippo Turati e Claudio Treves. E poi la giustizia sociale. Senza di essa, se si considera bene, la libertà diventa una conquista molto fragile e vuota. La libertà è prima di tutto l’esaltazione della dignità del singolo.
Ma come può vedere esaltata la sua dignità chi non ha lavoro, chi è affamato, chi non ha una casa, chi è costretto quasi a mendicare? Chi è in queste condizioni sente umiliata la sua dignità: quindi non sarà mai un uomo libero. Ecco perché voglio anche la giustizia sociale, le riforme profonde, in base alle quali ogni uomo possa vivere degnamente la propria vita. Ma nello stesso tempo debbo affermale che la giustizia sociale senza la libertà io la respingo: non mi basta, non mi interessa. Dirò di più: se a me, socialista, offrissero la più radicale delle riforme sociali al prezzo della libertà, io la rifiuterei! Alla libertà io non posso rinunciare! Quindi ecco il mio concetto di socialismo: libertà e giustizia sociale indissolubilmente unite”.

“Penso che la libertà non dobbiamo né chiederla né riceverla in dono,  ma conquistarla”.

“Occorre reagire in fretta, senza concedere nulla alla disperazione, ricercando dentro di sé, nelle radici profonde della coscienza, le ragioni che consentano all’uomo di rimanere tale”.

“Oggi i partiti si trovano di fronte ad una realtà che né Lenin, né Marx avevano previsto. Quindi oggi dobbiamo camminare con le nostre gambe, non con le gambe di Lenin o Marx su questa strada, vedere con i nostri occhi, perché la loro vista, adesso, la distanza l’ha appannata”

“Non abbiamo dato alla libertà conquistata il 25 aprile un contenuto economico di giustizia sociale. Se in carcere o nell’esilio ci avessero detto che trent’anni dopo avremmo avuto malati nei corridoi degli ospedali, la scuola in sfacelo, baracche al posto delle case, non ci avremmo creduto. Eravamo forti e ingenui. Oggi occorre una fede politica molto rigorosa, severa come allora. La Costituzione è un buon documento; ma spetta a noi fare in modo che certi articoli non rimangano lettera morta, inchiostro sulla carta. In questo senso la Resistenza continua”.

Nell’anniversario della morte del Socialista Sandro Pertini, il suo pensiero, la sua voce, la sua idea di come intendere la politica sono ancora elementi più vivi che mai.
W Pertini!